Bio, il balzo dei consumi domestici

Bio, il balzo dei consumi domestici

La crescita, solo a giugno, è stata del 4,4%. Il giro d'affari 2020 ha raggiunto i 3,3 miliardi. Gli italiani premiano il bio fresco: +7,2% gli ortaggi, + 9,7% le uova

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

01

Ottobre
2020

Bio in cifre 2020 è il Rapporto Sinab - ISMEA che fotografa plasticamente un settore, quello del biologico italiano, che gode di ottima salute: continuano, infatti, a crescere le superfici investite a coltivazioni biologiche, che posizionano il nostro Paese di gran lunga sopra la media comunitaria, e parallelamente aumentano il numero di operatori, la domanda nazionale ed estera. 

Sul piano produttivo l’Italia è nel 2019 il primo Paese europeo per numero di aziende agricole impegnate nel biologico dove sono saliti a ben 80.643 gli operatori coinvolti (+2%) mentre anche le superfici coltivate a biologico sono arrivate a sfiorare i 2 milioni di ettari (+2%).
L’incidenza della superficie biologica nel nostro Paese ha raggiunto nel 2019 il 15,8% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) a livello nazionale, e questo fa svettare l’Italia in UE, che nel 2018 si attestava all’8%, e rispetto ai principali Paesi produttori come Spagna (10,1%), Germania (9,07%) e Francia (8,06%).

Sul fronte dei consumi di cibi biologici, nel nostro Paese sono più che triplicati negli ultimi 10 anni, fino a rappresentare oggi un valore superiore ai 3,3 miliardi di euro e un peso del 4,4% sul carrello degli italiani: la pandemia ha impresso un'ulteriore accelerazione della crescita, non solo legata all'aumento degli acquisti casalinghi, ma anche alla maggiore attenzione alla salute e al benessere, che l'emergenza sanitaria ha imposto come priorità nel consumatore. 

Si conferma la spinta che la grande distribuzione organizzata (GDO) sta imprimendo al mercato biologico mostrando, durante il lockdown, un incremento delle vendite nei supermercati dell’11%. Gli italiani tendono a premiare il biologico nel fresco con aumenti del 7,2% per gli ortaggi e in alcune categorie specifiche come le uova, che crescono del 9,7% nelle vendite.

Aumenta anche il dato delle importazioni, in particolare di materie prime bio, a dimostrazione di un grande potenziale di crescita, specie dal lato dell'industria di trasformazione e del settore della mangimistica, che ancora non trova adeguata soddisfazione dall'offerta nazionale: le importazioni da Paesi extracomunitari hanno segnato un +13,1% nel 2019 rispetto all’anno precedente.

I cereali, le colture industriali, la frutta fresca e secca sono le categorie di prodotto biologico più importate, con un’incidenza rispettivamente del 30,2%, 19,5% e 17,0%.

I tassi di crescita delle importazioni bio più rilevanti si sono avuti per la categoria di colture industriali (+35,2%), di cereali (16,9%) e per la categoria che raggruppa caffè, cacao, zuccheri, tè e spezie (+22,8%).

Photo by Sheila Pedraza Burk


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