Volatilità dei prezzi, picchi di acquisti, materie prime: queste le criticità di filiera

Volatilità dei prezzi, picchi di acquisti, materie prime: queste le criticità di filiera

È quanto emerge dall'incontro di Areté sui mesi di lockdown. Balocco, Cereal Docks, Granarolo, PAC2000 Conad e Selex Unicomm hanno raccontato le 10 settimane di stravolgimento del mercato

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

09

Maggio
2020

L’emergenza ha avuto e sta avendo un impatto forte sui mercati delle materie prime e ancora più sulla domanda di prodotti alimentari. Un quadro che emerge chiaro dai protagonisti del dibattito organizzato da Areté, società di analisi economica specializzata sull’agri-food, in collaborazione con Largo Consumo.
Partendo dal quadro macro-economico generale, Enrica Gentile, CEO di Areté, ha ripercorso brevemente quanto è accaduto sul settore nelle ultime dieci settimane, dal 21 febbraio ad oggi.

Il mercato delle materie prime è tornato ad una fase di instabilità e di volatilità, con oscillazioni su diversi mercati, legate in massima parte al crollo del prezzo del petrolio ma anche alle difficoltà logistiche e di trasporto delle merci tra Paesi.   

Gli sbalzi più forti si sono registrati senz’altro sui mercati a valle. La corsa alle scorte, da un lato, la forte virata dai prodotti freschi e freschissimi verso quelli a lunga e lunghissima conservazione o destinati a preparazione di cibi in casa, la forte contrazione dell’export, l’improvvisa accelerata su larga scala di nuove formule di acquisto, dalla spesa online al food delivery, hanno di fatto cambiato repentinamente e drasticamente lo scenario per la maggior parte delle aziende alimentari. Nel giro di pochi giorni hanno visto impennarsi le vendite di alcuni prodotti (si pensi al +80% della farina ma anche ai picchi di carni in scatola, pasta secca, conserve e altri prodotti scorta) e crollare o annullarsi del tutto quelle di altri: tutta la quota di prodotti prevalentemente freschi destinati alla ristorazione o alle mense aziendali e scolastiche, ma anche molti dei prodotti a forte vocazione export.
Alcuni di questi fenomeni sembrano destinati a riassorbirsi più o meno velocemente al ripristinarsi di condizioni di normalità post-emergenza, ma altri lasceranno degli strascichi, e verosimilmente modificheranno le strategie degli operatori del settore lungo l’intera filiera, dalla distribuzione fino alle aziende agricole.

Le imprese hanno gestito con gli strumenti che avevano a disposizione le settimane di emergenza e di rivoluzione, ma soprattutto adesso progettano il dopo e si preparano a un futuro almeno in parte diverso.

L’impatto a medio termine dell’emergenza sul Pil, sulla capacità di spesa, sulle relazioni commerciali tra Paesi, sulla fiducia, sulle preferenze dei consumatori, sulla necessità di contenere il livello di dipendenza dall’estero (in import ed in export), richiederanno strategie di approvvigionamento e di distribuzione riviste e ripensate alla luce delle nuove situazioni.

 

Le testimonianze: aziende e GDO

Cereal Docks trasforma materie prime per il comparto zootecnico e per l’industria alimentare, in ambiti in cui l’Italia è altamente deficitaria e quindi dipendente dalle importazioni dall’estero. Mauro Fanin, Presidente Cereal Docks, ha raccontato le difficoltà registrate sul fronte dei trasporti, a partire dalla fase iniziale dell’emergenza con i ritardi dovuti alla quarantena e in generale al blocco parziale o totale di alcune movimentazioni. Fanin ha sostenuto la necessità di rafforzare il settore primario in Italia, esigenza già sentita prima dell’emergenza Covid-19, oggi più che mai centrale anche alla luce delle recenti difficoltà e dei problemi attesi nel traffico di prodotti tra Paesi anche nei mesi futuri.
Fanin ritiene sia fondamentale il coinvolgimento e la collaborazione dell’intera filiera verso un obiettivo condiviso.

Nel racconto di Giampiero Calzolari, Presidente di Granarolo, il vissuto di una serie di situazioni come  la chiusura repentina del canale HoReCa, che per l’azienda rappresenta il 25% del fatturato complessivo. A cui si è aggiunta la necessità di mettere immediatamente in sicurezza gli stabilimenti collocati nelle zone rosse per evitare il blocco della produzione. Non solo, si sono trovati nell’impossibilità strutturale di fermare la raccolta del latte e la produzione negli allevamenti, unita alla necessaria riconversione in velocità dal prodotto fresco all’UHT.
Calzolari si chiede ciò che rimarrà di strutturale dopo l’emergenza e soprattutto se le abitudini del consumatore ritorneranno le stesse di prima.
Un altro quesito che si pone è se industria e distribuzione riusciranno, anche alla luce di questa esperienza, a instaurare un dialogo più continuo e costruttivo.

Il periodo pasquale coincidente con l’emergenza ha visto la cancellazione di numerosi ordini per la Balocco, storicamente legata al prodotto stagionale che, all’avvio della fase di emergenza, era già in larghissima parte pronto per essere inviato sugli scaffali della GDO. Molte catene hanno mantenuto gli impegni, ma alcuni hanno annullato gli ordini e chiesto di non consegnare. L’impatto negativo sul fatturato del periodo ha toccato il 40%, compensato solo in parte dalle buone performance dei prodotti da prima colazione. La prospettiva di medio periodo, nella visione di Alberto Balocco, AD e Presidente del gruppo, è comunque positiva poiché crede che rispetto ai nostri padri e nonni nel dopoguerra, che avevano un Paese completamente da ricostruire, abbiamo più chance per risollevarci da questa situazione critica. Servirà, a suo avviso, un approccio condiviso e collaborativo da parte di tutta la filiera. 

I due rappresentanti della GDO, Massimiliano Rossi, Direttore Grocery Food di PAC2000 Conad, e Giancarlo Paola, direttore commerciale Selex Unicomm, raccontano l’emergenza dal punto di vista opposto: necessità di riorganizzare completamente i punti vendita per garantire le condizioni di sicurezza, la gestione dei picchi e le code fuori dai negozi, ma anche la grande difficoltà nel prevedere gli sbalzi di vendita e gestire di conseguenza gli approvvigionamenti.
Conad istituisce una task force per monitorare la domanda dei prodotti oggetto di oscillazioni repentine.
Selex parla di 1 milione di euro per la messa in sicurezza delle maestranze nel solo mese di marzo.  


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