Vino, sta mutando le geografia dei consumi

Vino, sta mutando le geografia dei consumi

Nei prossimi cinque anni, i mercati a più alto potenziale saranno Cina, Russia e Stati Uniti, mentre in Europa il consumo di vino sarà sempre più vissuto come un gesto voluttuario

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

27

Marzo
2018

Secondo un'indagine Vinitaly/Nomisma Wine Monitor, illustrata durante la presentazione della 52° edizione di Vinitaly, sarebbe in atto un cambiamento della geografia dei consumi enologici nel mondo: il vino diventa in Europa un bere sempre più voluttuario, mentre si appresterebbe a conquistare nei prossimi cinque anni il ruolo di simbolo internazionale del buon vivere. L'atto del consumo dei rossi e dei bianchi potrebbe affievolirsi nelle storiche zone di produzione nel Vecchio continente, per aprirsi a una seconda vita più internazionale.

"Una seconda esistenza del bene principale del nostro export agroalimentare (quasi 6 miliardi di euro il valore esportato nel 2017) che i produttori dovranno coltivare sì in vigna ma anche sui mercati, nel marketing, sul web'' ha detto il curatore dello studio, Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine Monitor.
''Cina e Russia, seguite dagli Stati Uniti, sono pronte - ha sottolineato Pantini - a far lievitare gli ordini, anche italiani, complice l'escalation del Pil pro-capite che nel Paese del Dragone è atteso in crescita addirittura del 10,6%''.


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