Vino: la sostenibilità VIVA arriva in Europa

Vino: la sostenibilità VIVA arriva in Europa

Il progetto del Ministero dell'Ambiente partito nel 2011 che prevede l'implementazione di una filiera di qualità e rispettosa dell'ambiente delle aziende vitivinicole è stato presentato a Bruxelles

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

08

Marzo
2018

Un'etichetta elettronica e uno standard unico nazionale di certificazione per la produzione vitivinicola sostenibile: è il progetto VIVA, nato nel 2011 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente e dal Centro Ricerca Opera dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza che oggi a Bruxelles ha presentato i primi risultati.

VIVA considera l'informazione sulla sostenibilità ambientale come un elemento che amplia l'offerta di qualità del vino e oggi conta 40 aziende che hanno aderito al sistema di certificazione.

Il consumatore, grazie a un codice a barre sull'etichetta, può avere accesso a informazioni sull'impronta di carbonio dei processi produttivi in vigna e cantina, impiego di pesticidi e fertilizzanti in campo, uso dell'acqua e misure a tutela di biodiversità e paesaggio.
Il prossimo passo è l'integrazione di VIVA con il Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata (SQNPI) del Ministero delle Politiche agricole, obiettivo su cui è già al lavoro un gruppo interministeriale e con altri marchi certificati privati nati negli ultimi anni.


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