Cina: i vini australiani sorpassano i francesi grazie agli accordi di libero scambio

Cina: i vini australiani sorpassano i francesi grazie agli accordi di libero scambio

Nei primi 5 mesi dell'anno calano del 34% le vendite di vini fermi transalpini. L'Italia se la passa peggio con un gracile 7% della quota di import e una flessione degli acquisti da parte dei cinesi del 12,5% a valore

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09

Luglio
2019

Sul mercato cinese per la prima volta è sorpasso dell'Australia ai danni della Francia: nei primi cinque mesi dell'anno, l'import di vino australiano in Cina supera i 306 milioni di euro, contro i 271 di quello francese. Così la quota di mercato dei transalpini scende sotto il 30%, contro il 43% di dieci anni fa, a causa di un calo di quasi il 34% nelle vendite di vini fermi imbottigliati in questa prima parte dell'anno.

Sono dati che emergono da una analisi Nomisma Wine Monitor che vede sempre lontana l'Italia, con meno del 7% di quota all'import penalizzata da una riduzione degli acquisti da parte dei cinesi di quasi il 13% a valore (e -6% a volume) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Continua anche nel 2019, ha fatto notare il responsabile Nomisma Wine Monitor Denis Pantini, la riduzione dell'import di vino in Cina che già l'anno scorso aveva fatto segnare un -2% a valore a fronte di un -8% a volume. Nei primi cinque mesi di quest'anno, il calo è ancora più importante: -14% se misurato in euro, -18% nelle quantità.
Ma la diminuzione non riguarda tutti i vini. Se risulta pesante per i francesi (-31,5% a valori), gli spagnoli (-16,9%) e gli italiani (-12,5%), lo stesso non può dirsi per australiani e cileni che all'opposto crescono rispettivamente del 4,8% e 8,4%.

Il calo nell'import cinese di vini francesi ha riguardato i vini fermi imbottigliati - che rappresentano a volume il 95% del totale - diminuiti a valore di quasi il 34%, mentre ha risparmiato gli spumanti (principalmente Champagne) che all'opposto sono cresciuti di oltre il 24%.

Stessa dinamica per l'Italia: mentre si sono ridotti gli acquisti a valore del 15% di vini fermi, quelli relativi agli spumanti hanno fatto registrare un +5%.

"Il prezzo gioca un ruolo fondamentale - ha concluso Pantini - negli acquisti dei vini da parte dei cinesi e gli accordi di libero scambio di cui godono australiani e cileni che permetteno loro di entrare in Cina a dazio zero li favoriscono rispetto ai competitor, anche nei confronti dei più blasonati francesi che fino a qualche anno fa sembravano immuni da queste logiche concorrenziali".

Comunque è fuor di dubbio che l'Australia ha deciso di investire pesantemente sul mercato cinese, tanto da farlo diventare il primo mercato di sbocco dei propri vini. Oggi il 40% dei ricavi derivanti dalle vendite oltre frontiera dei vini fermi imbottigliati australiani deriva proprio dalla Cina. Dieci anni fa tale incidenza non arrivava al 4%.


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