Vino e cultura. Squadra che vince non si cambia

Vino e cultura. Squadra che vince non si cambia

Il Rapporto 2017 del Consorzio Tutela del Gavi - Università Insubria racconta che per il 50% delle aziende il vino crea maggiore ricchezza se è abbinato alla cultura

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

18

Maggio
2017

Sposare l'enogastronomia all'arte e al turismo ha determinato un incremento del fatturato per il 50% delle aziende vitivinicole italiane intervistate nell'ambito del Rapporto Wine + Food + Arts x Tourism, curato dal Consorzio Tutela del Gavi in collaborazione con il Dipartimento di Economia dell'Università dell'Insubria.

Secondo gli operatori del settore vino intervistati, integrare la propria offerta produttiva con l'accoglienza valorizza l'intero territorio di cui il prodotto è espressione, rafforza il legame con l'azienda (88%), aumenta la qualità dei servizi offerti alla clientela (88%), attrae nuovi clienti ampliando i segmenti di mercato raggiungibili. Quasi il 70% dei rispondenti motiva tale integrazione con la volontà di accrescere il fatturato, diversificando le fonti di entrata e differenziando la tipologia dei proprio clienti.

Il Rapporto promosso dal Laboratorio Gavi nel 2016 mostrava che gli investimenti in arte e cultura sono scelte anche strategiche e di lungo periodo affrontate con soddisfazione da un numero crescente di aziende alimentari, cantine vinicole e consorzi. Tra i migliori 15 distretti territoriali ve ne sono sei appartenenti al settore alimentare ed enologico, guidati in questa speciale classifica, redatta da Intesa Sanpaolo, dal Distretto del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene.
Le aziende del vino che investono in arte e turismo dichiarano anche che le vendite all'estero generano il 48% del fatturato.


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