Verdicchio? No,

Verdicchio? No, "Falsicchio"

La Guardia di Finanza sequestra 15mila litri di falso Verdicchio DOC durante l'operazione denominata "Falsicchio" condotta insieme all'ICQRF

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12

Ottobre
2018

Circa 15 mila litri di falso Verdicchio dei Castelli di Jesi sono stati sequestrati in questi giorni nell'ambito di un'indagine di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Ascoli Piceno, avviata lo scorso aprile dall'Ispettorato Centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, successivamente affiancato dalla Guardia di Finanza di Ascoli Piceno. Le partite del vino Verdicchio dei Castelli di Jesi presentavano la certificazione DOC ma erano in realtà semplice vino bianco, imbottigliato ed etichettato come Denominazione scoperto dagli investigatori attraverso perquisizioni eseguite presso un’azienda vinicola dell’entroterra piceno, di Monteprandone, che aveva gestito le fasi di imbottigliamento ed etichettatura. Si è arrivati così alla fattispecie di Frode nell’esercizio del commercio punita dall’art. 515 del Codice penale con la reclusione fino a 2 anni o la multa fino a 2.065 euro.

Al titolare dell’azienda vinicola sono state ascritte anche le circostanze aggravanti previste dallo stesso Codice penale all’art. 517-bis, trattandosi di bevande caratterizzate da una denominazione di origine le cui specificità sono protette dalle norme vigenti.

Gli sviluppi delle indagini hanno condotto gli investigatori in due centri di una nota catena di distribuzione alimentare a livello internazionale, ubicati a Perugia e a Monteprandone (AP), dove sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro i 15.000 litri del falso Verdicchio, contenuti in 3 mila dame da 5 litri l’una, fornite dall’azienda vinicola picena.


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