Un nuovo marchio del territorio per il

Un nuovo marchio del territorio per il "Prodotto di Montagna"

Il Ministro delle Politiche Agricole ha presentato l'ennesimo bollino di qualità che identifica frutta, formaggi, olio, carni, miele e altre specialità montane. Il valore stimato di questa filiera supera i 9 miliardi di euro

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prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

27

Febbraio
2018

Nel giugno del 2017 la Conferenza Stato-Regioni approvava il decreto per l'utilizzo dell'indicazione facoltativa di qualità "Prodotto di montagna". Otto mesi dopo, il ministro Martina ha presentato al pubblico e alla stampa questo nuovo brand.

Il logo, realizzato dal MiPAAF, è verde con una montagna stilizzata e potrà essere utilizzato sui prodotti previsti dal regime di qualità. "Il nostro obiettivo - ha dichiarato il Ministro Martina - è valorizzare meglio il lavoro dei produttori delle zone montane. Parliamo del 17% del totale delle imprese agricole italiane e di un terzo degli allevamenti. L'economia agricola della montagna è un pilastro fondamentale per la tenuta dei nostri territori, anche contro il dissesto idrogeologico. Con il regime di qualità e questo nuovo marchio i consumatori potranno riconoscere più facilmente dalle etichette le produzioni e supportare queste attività e il loro valore non solo economico, ma sociale e ambientale".

Cosa prevede il Decreto

Prodotti di origine animale
L'indicazione facoltativa di qualità "prodotti di montagna" può essere applicata ai prodotti:
- ottenuti da animali allevati nelle zone di montagna e lì trasformati
- derivanti da animali allevati, per almeno gli ultimi due terzi del loro ciclo di vita, in zone di montagna, se i prodotti sono trasformati in tali zone
- derivanti da animali transumanti allevati, per almeno un quarto della loro vita, in pascoli di transumanza nelle zone di montagna.
La proporzione dei mangimi non prodotti in zone di montagna non deve superare il 75% nel caso dei suini, il 40% per i ruminanti e il 50% per gli altri animali da allevamento. Questi ultimi due parametri non si applicano per gli animali transumanti quando sono allevati al di fuori delle zone di montagna.

Prodotti di origine vegetale e dell'apicoltura
L'indicazione può essere applicata ai prodotti dell'apicoltura, se le api hanno raccolto il nettare e il polline esclusivamente nelle zone di montagna, e ai prodotti vegetali, se le piante sono state coltivate unicamente nella zona di montagna.

Ingredienti utilizzati
I prodotti, quali erbe, spezie e zucchero, utilizzati come ingredienti nei prodotti di origine animale e vegetale possono anche provenire da aree al di fuori delle zone di montagna, purché non superino il 50% del peso totale degli ingredienti.

Impianti di trasformazione
In merito alle operazioni di macellazione di animali e sezionamento e disossamento delle carcasse e a quelle di spremitura dell'olio di oliva, gli impianti di trasformazione devono essere situati non oltre 30 km dal confine amministrativo della zona di montagna.
Per il latte e i prodotti lattiero caseari ottenuti al di fuori delle zone di montagna in impianti di trasformazione in funzione dal 3 gennaio 2013, viene stabilita una distanza non superiore ai 10 km dal confine amministrativo della zona di montagna.

Il MiPAAF segnala che secondo i dati della Fondazione Montagne Italia il valore dell'agricoltura montana in Italia ammonta a 9,1 miliardi di euro, di cui 6,7 miliardi Appennini e 2,4 miliardi Alpi. Fra il 2011 e il 2016 gli occupati nelle province alpine sono aumentati del 10%.


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