Un giro a Storo per il Festival della Polenta

Un giro a Storo per il Festival della Polenta

Si svolge a settembre nel distretto trentino della farina di granoturco l'evento gastronomico dedicato quest'anno al binomio mais-castagne

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24

Luglio
2018

Storo è un borgo prealpino fondato dal popolo Retico, situato fra le Dolomiti Trentine, il fiume Chiese e il lago di Ledro. Il 30 settembre tornerà ad ospitare la quarta edizione del Festival della Polenta, una giornata di assaggi dedicata all'oro giallo di Storo, considerato eccezionale per polenta e gallette. Il borgo diventa sempre più "distretto" della farina di granoturco e bandiera di una cultura dell'alimentazione tradizionale, piatti tipici, storia e cultura di un territorio all'insegna di un unico brand: la pannocchia di granoturco che a Storo si chiama Grano Nostrano.

L'edizione 2018 punta sul binomio granoturco e castagne e vedrà protagonista anche il grande paiolo di Roncone capace di sfornare mille fette. A giudicare "le migliori polentate del 2018" sarà una giuria di esperti, nutrizionisti e appassionati di storia e cultura culinaria.
L'evento si tiene grazie all'impegno dei Polenter della proloco, del Comune, del consorzio turistico Bim Chiese e della Coop Agri90. Attese per la giornata oltre 2000 presenze.

Giampietro Comolli, giurato a Storo, rivaluta il valore nutritivo e alimentare della polenta: ''Il vero valore di una polentata, piatto povero e diffuso, sta nella sua grande stagionalità di consumo, nelle universali modalità di cottura, nella creatività di salse, sughi, intingoli e aggiunte varie che variano da borgo a borgo e che completano un piatto già di per se stesso cultura gastronomica. Senza dimenticare l'importanza di coltivare terreni difficili e di montagna, di creare lavoro e reddito attraverso il recupero di cibi antichi e il non spreco che ci insegnano le genti della montagna lombardo-trentine."

La polenta è un alimento con quasi 250 anni di storia, inserita a buon titolo nel sistema alimentare della Dieta Mediterranea riconosciuta dall'Unesco, che lega la salubrità derivante dalla farina "tutto fare", dal colore giallo-oro-rossa dei chicchi del Nostrano, un cereale naturalmente senza glutine.


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