Un bimbo italiano su tre è obeso

Un bimbo italiano su tre è obeso

Siamo i peggiori in Europa. In Campania record negativo: più del 40% dei ragazzini ha problemi di eccesso ponderale. Il problema è prevalente tra i maschi

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione del sito.
Se navighi su foodandtec.com, acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Consulta le Modalità di trattamento dei dati personali

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

09

Ottobre
2019

Un bambino su tre nella fascia 6/9 anni in Italia è sovrappeso o obeso, il tasso maggiore di tutta l'Europa. Lo afferma il secondo Rapporto sulla malnutrizione infantile della ONG Helpcode, realizzato con la collaborazione scientifica della UOC Clinica Pediatrica ed Endocrinologia dell’Istituto Giannina Gaslini e dell'Università degli studi di Genova. L'Italia ha infelicemente superato ciprioti, greci e spagnoli, quasi a suggellare l'abbandono della Dieta Mediterranea a favore del cibo spazzatura.
Il rapporto è stato pubblicato in vista della Giornate mondiali contro l'obestità del 10 ottobre e dell'alimentazione del 16 ottobre. Secondo il documento sono circa 100mila i bambini obesi o sovrappeso nel nostro Paese, con una prevalenza dei maschi (21%) sulle femmine (14%).

Le famiglie del Centro e del Sud d'Italia, con livelli di istruzione e di reddito più bassi rispetto alla media nazionale, registrano un'incidenza maggiore del fenomeno. I "peggiori" sono i bambini campani (oltre il 40% sono sovrappeso e obesi), seguiti dai coetanei di Molise, Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia.

A livello globale il numero di bambini di età inferiore ai cinque anni obesi o sovrappeso risulta in costante aumento e ha ormai superato quota 40 milioni, 10 milioni in più rispetto al 2000.

"Le ricerche più recenti ci dicono che è necessario intervenire nei primi tre anni di vita - ha detto Mohamad Maghnie, responsabile dell'UOC Clinica Pediatrica dell'Ospedale Gaslini di Genova -. E per farlo dobbiamo conoscere abitudini alimentari e stili di vita dei pazienti a cominciare dalla gravidanza. Ma non basta. Dobbiamo investire nell'educazione alimentare delle famiglie e nella formazione mirata dei medici". Dello stesso tenore il commento di Mattia Doria, segretario nazionale alle attività scientifiche della FIMP Federazione Italiana Medici Pediatri: "Come pediatri di famiglia abbiamo lavorato molto in questi anni per diffondere i princìpi di uno stile di vita sano: alimentazione corretta fin dalla nascita e attività motoria. E i numeri ci danno ragione. Il fenomeno negli ultimi anni registra un’inversione di tendenza. Tuttavia l’eccesso ponderale infantile rimane un problema importante lungo tutta la Penisola, con gravi conseguenze sul futuro del Paese".

Lo studio condotto dal Gruppo di lavoro "Dieta Mediterranea in Pediatria" della FIMP Napoli su circa 300 bambini con meno di 36 mesi conferma la relazione tra intervento precoce del pediatra nell’introduzione della dieta mediterranea e prevenzione dello sviluppo di obesità e patologie correlate. L’analisi dei dati preliminari dice che a tre anni è ancora bassa la prevalenza dell’obesità mentre è possibile identificare i bambini a rischio attraverso un attento monitoraggio per mettere in atto, già prima dei tre anni, misure di prevenzione adeguate.


Condividi su: