La battaglia UE contro le pratiche sleali nell'agroalimentare

La battaglia UE contro le pratiche sleali nell'agroalimentare

Passano gli emendamenti: no alla cancellazione last minute degli ordini, ai ritardi nei pagamenti ai fornitori, alle modifiche unilaterali dei contratti, ai mancati pagamenti per la merce invenduta

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

02

Ottobre
2018

La Commissione agricoltura dell'Europarlamento (Comagri) e i rappresentanti dei paesi UE hanno dato l'assenso ai rispettivi emendamenti della Direttiva Europea contro le pratiche sleali nel settore agroalimentare.

Il negoziato tra le istituzioni europee per arrivare a definire le nuove norme potrebbe partire già il 24 ottobre, dopo che la plenaria di Strasburgo avrà dato il via libera al testo votato dalla Comagri. L'obiettivo è avere entro dicembre regole europee che vietano i comportamenti sleali degli acquirenti (soprattutto catene di supermercati) nei confronti dei fornitori (agricoltori e imprese della trasformazione) nel settore alimentare, come pagamenti ritardati per prodotti deperibili o la revoca unilaterale di accordi scritti.
"Quando in Europa si lavora in modo costruttivo, si portano a casa i risultati - Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione agricoltura e relatore del provvedimento - abbiamo detto no alla cancellazione last minute degli ordini, ai ritardi nei pagamenti ai fornitori, alle modifiche unilaterali dei contratti, ai mancati pagamenti ai fornitori per la merce invenduta". "Chi sta pagando il prezzo finale di queste pratiche commerciali sleali? Tutti noi consumatori, che vediamo abbassare la qualità del cibo che portiamo in tavola, ma anche i diritti sociali di chi li produce".

Attacca invece gli emendamenti Eurocommerce, associazione di categoria cui aderiscono le catene di supermercati, secondo cui si è aperta una "caccia alle streghe contro il commercio al dettaglio e all'ingrosso" di prodotti agroalimentari.
Eurocommerce contesta la proposta di estendere le tutele della direttiva dalle PMI agricole (come previsto dal testo della Commissione europea) a tutte le imprese fornitrici, indipendentemente dalla loro dimensione. Idea che invece piace ai produttori.

In una nota congiunta organizzazioni agricole, sindacali, dell'industria alimentare e del biologico parlano di "voto storico" e invitano le istituzioni europee ad approvare definitivamente le nuove norme entro dicembre.
Anche Oxfam UE sostiene la posizione della Comagri, commentando positivamente l'emendamento che prevede di proteggere da pratiche commerciali sleali i produttori alimentari sia all'interno che all'esterno dell'Unione.


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