UE: i vini DOP e IGP crescono. Più degli altri

UE: i vini DOP e IGP crescono. Più degli altri

In una dinamica di sviluppo vivace, salgono nell'Unione le quote di produzione, valore ed export dei vini a denominazione. Sono 1.582 in Europa, di cui ben 526 italiani

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24

Novembre
2017

Il ruolo e le principali dinamiche in atto per i vini DOP e IGP a livello europeo sono l'oggetto dell'analisi commissionata all'ISMEA Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare e presentata a Bruxelles, nel corso del "Primo congresso europeo dei vini a indicazione geografica", organizzato dall'EFOW- European Federation of Origin Wines.

The state of the European GI wines sector: a comparative analysis of performance - questo il titolo del report - dice che nella UE si contano, attualmente, ben 1.582 vini IG, di cui 1.144 DOP e 438 IGP.
Le denominazioni italiane sono 526, quelle francesi sono 432. Seguono nella classifica Grecia (147) e Spagna (131).

Nei mercati del food and beverage il vino, nel complesso, rappresenta uno dei prodotti più globalizzati con dinamiche evolutive e di crescita che non trovano riscontro negli altri comparti, ma i vini a Indicazione Geografica comunitari evidenziano performance comunque superiori.

  • Cresce la quota delle superficie vitate: dall' 81,9% del 2012 all'83,2% del 2016;
  • crescono i prezzi: +1% è l'incremento medio annuo per i vini DOP e +4% per le IGP;
  • l'incidenza dei vini IG passa dal 62% del 2012 al 63,4% del 2016;
  • se il valore della produzione ai prezzi di base del vino cresce con una media annua del 4%, il tasso dei vini a IG è del 5,3%;
  • anche l'export delle IG fa registrare incrementi del 4,2% medio annuo.

Stringendo il focus sulle tendenze in atto in Italia e Francia, i due Paesi che guidano il comparto dei vini, il valore delle produzioni atte a divenire IG tra il 2015 e il 2016 cresce in Italia da 10,7 a 10,8 mld di euro, mentre in Francia scende da 25,2 a 24,7 mld.
Nello stesso periodo, per quanto riguarda la ripartizione del valore del vino atto a divenire IG nella UE, cresce la quota nazionale italiana che passa dal 21,9% al 22,5%, mentre diminuisce quella francese, passando dal 51,6% al 51,2%.


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