UE-Cina, intesa su DOP e IGP

UE-Cina, intesa su DOP e IGP

Il Consiglio dell'Unione ha approvato il riconoscimento reciproco di 100 prodotti a denominazione. Passo avanti per la tutela di 26 prodotti italiani

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

21

Luglio
2020

Il Consiglio UE ha autorizzato la firma dell'accordo Europa-Cina sul riconoscimento reciproco di 100 prodotti DOP e IGP. L'Italia è il Paese europeo più rappresentato nella lista, con 26 alimenti e bevande a denominazione che saranno tutelate sul mercato cinese.

L'elenco UE delle IG da proteggere in Cina comprende prodotti quali Cava, Champagne, Feta, Irish whisky, Münchener Bier, Ouzo, Polska Wódka, Porto, Prosciutto di Parma e Queso Manchego. Tra i prodotti cinesi nell'elenco vi sono ad esempio Pixian Dou Ban (Pasta di fagioli Pixian), Anji Bai Cha (Tè bianco Anji), Panjin Da Mi (Riso Panjin) e Anqiu Da Jiang (Zenzero Anqiu).

Con un volume che ha raggiunto i 12,8 miliardi di euro (nel periodo tra settembre 2018 e agosto 2019), per l'UE la Cina è la seconda destinazione delle esportazioni agroalimentari nonché la seconda destinazione delle esportazioni di prodotti protetti come indicazioni geografiche (di cui costituiscono il 9 % del valore) che comprendono vini, prodotti agroalimentari e bevande spiritose.

La tutela riguarderà, per l'Italia, Aceto Balsamico di Modena, Asiago, Asti, Barbaresco, Bardolino Superiore, Barolo, Brachetto d'Acqui, Bresaola della Valtellina, Brunello di Montalcino, Chianti, Conegliano-Valdobbiadene-Prosecco, Dolcetto d'Alba, Franciacorta, Gorgonzola, Grana Padano, Grappa, Montepulciano d'Abruzzo, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, Prosciutto di Parma, Prosciutto San Daniele, Soave, Taleggio, Vino Toscano, Vino Nobile di Montepulciano.

La data e il luogo per la firma finale dell'accordo commerciale, il più importante siglato ad oggi tra Bruxelles e Pechino, non sono stati ancora stabiliti. Una volta firmato, l'accordo dovrà quindi ricevere il consenso del Parlamento europeo prima che possa entrare in vigore.

L'accordo dovrebbe diventare applicativo entro la fine del 2020. Quattro anni dopo, l'ambito dell'accordo sarà esteso ad altre 175 indicazioni geografiche per parte.

 


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