Tutela DOP Cina-UE. Accordo raggiunto

Tutela DOP Cina-UE. Accordo raggiunto

L'intesa prevede la protezione reciproca di 100 prodotti a denominazione di origine. 26 sono italiani. Fra 4 anni, ulteriori 175 alimenti entreranno nell'accordo di salvaguardia

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

08

Novembre
2019

Dal Vino Chianti all'Aceto di Modena, dal Barolo al Grana Padano, sono 26 le DOP e IGP italiane che saranno tutelate in Cina, secondo l'accordo siglato dall'UE che prevede il mutuo riconoscimento di cento prodotti a indicazione geografica. Questi prodotti avranno una tutela piena e senza condizioni e buona parte delle norme oggi applicabili all’interno del territorio comunitario, sarà estesa anche in quell’importante mercato. 
Si attendono i dettagli sulle eccezioni che potrebbero essere state adottate in seguito all'opposizione alla registrazione, sollevate soprattutto da operatori di mercato di Paesi terzi contro una ventina di prodotti europei e una decina di prodotti cinesi nell'elenco.

Con 26 denominazioni l'Italia è il Paese più rappresentato nella lista insieme alla Francia. I prodotti italiani tutelati sono: Aceto balsamico di Modena, Asiago, Asti, Barbaresco, Bardolino superiore, Barolo, Brachetto d’Acqui, Bresaola della Valtellina, Brunello di Montalcino, Chianti, Conegliano-Valdobbiadene Prosecco, Dolcetto d’Alba, Franciacorta, Gorgonzola, Grana Padano, Grappa, Montepulciano d’Abruzzo, Mozzarella di Bufala campana, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele, Soave, Taleggio, Toscano, Vino Nobile di Montepulciano.

Tra i 100 prodotti cinesi che entreranno nel registro UE della qualità ci sono la Pixian Dou Ban (pasta di fagioli di Pixian), l’Anji Bai Cha (te bianco Anji), il Panjin Da Mi (riso Panjin) e l’Anqiu Da Jiang (Anqiu Ginger).

L'accordo prevede l'estensione della lista ad altri 175 prodotti dopo quattro anni dall'entrata in vigore dello stesso. Il negoziato era iniziato nel 2017.
Ora si entra nella fase di scrutinio legale con l'esame da parte del Consiglio UE e dell'Europarlamento.
La Commissione prevede l'adozione prima della fine del 2020.

La Cina rappresenta il secondo mercato per l'agroalimentare UE con esportazioni dal valore di 12,8 miliardi di euro.


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