"Teruar": il successo del vino naturale

Si è svolta a Scicli la prima edizione della Fiera del Vino Etico. Tanti i valori trasmessi per affermare una produzione biologica o biodinamica, non intensiva, sostenibile, rispettosa della natura e della tradizione

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22

Maggio
2019

Si è conclusa il 20 maggio la prima edizione di Teruar - Fiera del Vino Etico, evento promosso dall’associazione culturale Arsura - Sete Etica che, in una interessantissima quattro giorni presso l’Ex Convento del Carmine di Scicli, ha presentato il mondo della viticoltura etica, con incursioni nell'artigianato, gastronomia, arte e musica.
“Siamo soddisfatti sotto tutti i punti di vista - ha commentato
Pietro Russino, uno degli organizzatori di Teruar -: per l’organizzazione, per la risposta del pubblico di settore e degli appassionati, arrivati da ogni angolo dell’isola. Abbiamo avuto bellissime conferme dalla ristorazione: anche alcuni ristoratori che in carta non presentano il vino naturale si sono dimostrati interessati alle proposte della fiera. Questo è molto importante per radicare la cultura del vino naturale in provincia e in regione. Anche da parte dei produttori ci sono stati ottimi riscontri, il loro lavoro è stato al centro delle giornate, e tutti i vignaioli hanno rinnovato la loro presenza per il prossimo anno, definendoci la migliore prima edizione di una fiera a cui hanno scelto di prendere parte. Quindi stiamo già pensando alla seconda edizione”.

Teruar, simbolicamente, è il vitigno autoctono a piede franco che gli organizzatori desiderano si reimpianti nel territorio sciclitano, con l’obiettivo di far ritornare la viti-cultura in un territorio privo, fino ad oggi, della figura del vignaiolo.

I grandi protagonisti della fiera sono stati i 33 produttori e i 3 distributori da tutta Italia, con la partecipazione anche di alcune cantine europee, per un totale di 54 cantine e oltre 250 etichette in degustazione. Teruar è la prima fiera del vino naturale di Scicli e della Sicilia Orientale che ha messo al centro la figura del vignaiolo e l’idea di viticoltura etica: una produzione biologica o biodinamica, non intensiva, sostenibile, rispettosa della natura e della tradizione, ma sempre con uno sguardo al futuro.


Ad arrichire la programmazione della fiera si sono susseguiti masterclass e seminari nel segno della filosofia di Teruar.
Protagonisti la Malvasia con
N.E.M.O. never ending malvasia odyssey progetto a cura di Paolo Tegoni, la Liguria, con i suoi vitigni autoctoni e i vini di Walter de Battè di Primaterra Wine Cinque Terre, e infine Marsala e Etna con due degustazioni in compagnia di Giorgio Fogliani. A questi si sono aggiunti momenti di approfondimento, a cura di Davide Cicciarella, sul nuovo pane siciliano, per riscoprire e riutilizzare vecchie colture di grano e cereali minori, le tecniche biologiche e naturali con cui si coltivano, e i metodi di lavorazione sostenibili e non invasivi.

Con una serie di laboratori per bambini, concerti a cura di Ekos music hub e mostre, Teruar ha espresso la volontà di affermarsi come un evento per famiglie e per il grande pubblico, ma anche per gli addetti ai lavori.

“Due anni fa era solo un’idea raccontata tra amici davanti a tre calici di vino, ovviamente naturale - ha dichiarato Giuseppe Fiorilla, ideatore dell'evento -. Oggi Teruar Fiera del Vino Etico è diventato una realtà, capace di convogliare al suo interno diverse esigenze con un comune denominatore: una produzione eticamente consapevole nel rispetto della natura e lontana dalle logiche di mercato. Abbiamo ricevuto adesioni da diversi teruaristi, come li chiamiamo noi, ovvero coloro che sono spinti dalla necessità di fuggire i modelli agricoli intensivi e invasivi, per orientarsi verso un prodotto che si connota come alimento rispettoso della natura e che nasce per un processo agricolo-culturale sostenibile".
Teruar, attraverso la promozione della cultura del vino naturale e delle tradizioni agricole e artigianali tipiche dei territori di provenienza dei vini e delle aziende invitate, diventa l’occasione per valorizzare il territorio italiano e le sue molteplici complessità.

La fiera è stata ideata e organizzata dell’associazione culturale Arsura - Sete Etica, con il supporto di Nepèta e Rastal, che mira a far crescere lo scambio di idee e soluzioni nell’ambito della cultura dei vini naturali, biodinamici e artigianali.


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