Tassa sulle bibite: in Messico funziona

Tassa sulle bibite: in Messico funziona

Il governo messicano ha introdotto due anni fa un tributo sulle bevande zuccherate come deterrente al massiccio consumo soprattutto fra la popolazione più debole economicamente: i consumi sono calati del 10%

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27

Febbraio
2017

Una tassa che aumenti il prezzo delle bibite gassate fa inequivocabilmente scendere i consumi. Il Messico è stato uno dei primi Paesi ad applicare la tassa, e nei primi due anni le vendite sono calate proprio nella fascia di popolazione più a rischio obesità, quella con condizioni socioeconomiche più basse.

Lo studio dell'Università del North Carolina, pubblicato da Health Affairs, dal titolo In Mexico, Evidence Of Sustained Consumer Response Two Years After Implementing A Sugar-Sweetened Beverage Tax (M. Arantxa Cochero, Juan Rivera-Dommarco, Barry M. Popkin and Shu Wen Ng) ha analizzato gli effetti della tassa da 1 peso (circa 5 centesimi) al litro istituita per tutte le bibite zuccherate nel 2014, sulla base dei dati di quasi 7mila punti vendita. In totale le vendite sono calate del 5,5% nel primo anno di applicazione rispetto all'anno precedente, e la tendenza si è confermata nel secondo, con un calo totale del 9,7%. La diminuzione dei consumi, spiegano gli esperti, riguarda soprattutto la fascia più bassa economicamente, quella che ha i consumi maggiori e anche il rischio più alto di obesità.

"Lo studio sembra suggerire che il consumo di bibite zuccherate segue un andamento simile ad altri prodotti che tradizionalmente creano dipendenza, come sigarette e alcol" scrivono gli autori.

La ricerca è stata contestata dalle aziende produttrici statunitensi, riporta il New York Times, che hanno sottolineato in un comunicato che nel Paese non sono stati osservati i tassi di diminuzione dell'obesità che gli esperti si aspettavano come conseguenza del calo dei consumi. Nonostante le critiche molte città negli Usa stanno seguendo l'esempio messicano, dalla California all'Illinois. Philadelphia, ad esempio, che ha introdotto la tassa destinando i proventi agli asili nido cittadini, e più in generale al settore dell'educazione.

Anche l'Oms, in diversi documenti, ha messo l'aumento dei prezzi fra le misure da prendere per scoraggiare i consumi, sottolineando come le bibite aumentino il rischio di obesità, diabete di tipo 2 e problemi ai denti. "Politiche fiscali che portino ad un aumento di almeno il 20% del prezzo delle bibite gassate per i consumatori - ha scritto l'Organizzazione in un rapporto dello scorso ottobre - potrebbero portare a una riduzione proporzionale del consumo di questi prodotti".

 

 


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