Tagli PAC, per l'Italia 9,7 miliardi in meno?

Tagli PAC, per l'Italia 9,7 miliardi in meno?

È la cifra stimata dalla Commissione UE in riferimento alla quota destinata al nostro Paese dalla Politica Agricola Comune in seguito ai tagli lineari che oscillerebbero fra il 15 e il 30% a partire dal 2020

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prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

29

Novembre
2017

Lo comunica l'ANSA: dai 3,4 ai 9,7 miliardi in meno in sette anni, dopo il 2020. Questo sarebbe l'effetto sull'Italia di un ipotetico taglio del bilancio PAC dal 15 al 30% secondo un documento della Direzione Generale Agricoltura della Commissione UE, di cui l'agenzia di stampa ha preso visione. Il testo fa parte dei documenti di simulazione realizzati da diverse Direzioni in risposta ai tre scenari principali proposti da Bruxelles nella comunicazione sul futuro bilancio pluriennale UE, che dovrà fare i conti con il post Brexit.

Il primo scenario, denominato "di riferimento", applica un taglio lineare degli stanziamenti attuali del 15% a prezzi correnti, il secondo ripete l'esercizio con tagli del 30%, mentre la terza ipotesi è quella dello status quo. Oltre a mostrare l'impatto sulle casse dei diversi paesi, la DG Agri difende il capitolo di bilancio della PAC elencando gli effetti negativi sulle aziende agricole grandi e piccole, sulla stabilità del reddito degli agricoltori e sui diversi settori, con allevamento, cereali e colture proteiche a soffrire di più.
Nel testo si esamina anche l'ipotesi del co-finanziamento nazionale che "provocherebbe forti squilibri tra Paesi", minando alle fondamenta "il mercato unico dei prodotti agricoli".

Nello scenario ipotizzato di una partecipazione finanziaria del 30% da parte dei Paesi alla spesa per gli aiuti diretti agli agricoltori, il saldo sarebbe positivo per alcuni contributori netti. Per Italia, Germania e Olanda i risparmi teorici dei contributi al bilancio PAC eccederebbero i costi addizionali per il co-finanziamento.


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