Tag Your Food: 1/4 delle famiglie lombarde è in difficoltà economica

Tag Your Food: 1/4 delle famiglie lombarde è in difficoltà economica

Il 78% dei consumatori cambia abitudini di spesa. Le vendite nei discount aumentano del 10%

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

29

Settembre
2021

Su un campione di 1.174 famiglie lombarde, il 6,2% dichiara di avere serie difficoltà economiche, il 18,3% fatica ad arrivare a fine mese e il calcolo è presto fatto: ben il 24,5% è in difficoltà, mentre solo il 36,2% non ha alcun problema economico e riesce a risparmiare. Questi dati emergono dalla ricerca svolta per il progetto Tag Your Food dalle associazioni di consumatori Cittadinanzattiva Lombardia, Lega consumatori, Mdc Lombardia, U.di.con. e Unione Nazionale Consumatori Lombardia.
Lo studio è stato fatto fra settembre e novembre 2020 nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Lombardia con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico Ripartizione 2018.

Cambiano le abitudini di spesa

Il 78% degli intervistati pensa che la pandemia avrà conseguenze sulle proprie abitudini di spesa anche in futuro, in particolare sulla scelta del punto vendita (73,6%) e sui criteri di scelta dei beni alimentari rispetto al tipo di confezionamento (72,3%), di conservazione (70,8%) e di produzione (70%). Meno conseguenze sono invece percepite sulle possibili variazioni nel tipo di dieta, anche se la percentuale è alta: 62,6%.

I consumatori, durante la pandemia, hanno privilegiato le forme di acquisto in presenza rispetto alla consegna a domicilio o ritiro presso i negozi. Hanno fatto più acquisti nei supermercati e nei negozi di vicinato. Sono aumentati gli acquisti nei discount.
"La grande novità - ha commentato Liberata dell’Arciprete, Segretario Regionale di Cittadinanzattiva Lombardia APS, Capofila del Progetto Tag Your Food - è data proprio dal rifiorire dei negozi di vicinato, che non solo hanno trovato spazio nelle scelte dei consumatori, ma hanno saputo rendersi socialmente utili nelle fasi più delicate, prendendosi cura dei soggetti più fragili e deboli. Altra novità è data dall’incremento delle vendite dei discount, che si sono presi gli spazi lasciati liberi dai grandi centri commerciali, la cui attrattività è sempre più connessa alla tipologia di spesa di prodotti non alimentari. Nel solo 2020 i loro punti vendita hanno avuto un incremento del 10%".

Luogo di provenienza, tracciabilità della filiera e tipicità del prodotto la fanno da padrone nei criteri di scelta dei beni alimentari. Poca attenzione verso i marchi e i valori nutrizionali dei prodotti.


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