Svezzamento? Il bimbo ci può arrivare da solo

Svezzamento? Il bimbo ci può arrivare da solo

L'importante è che il pasto sia condiviso con tutta la famiglia, evitando regole rigide e pappe cucinate ad hoc. L'Associazione Culturale Pediatri ha elaborato una guida per arrivare naturalmente all'alimentazione complementare a richiesta

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03

Aprile
2018

Un gruppo di lavoro interdisciplinare dell'Associazione Culturale Pediatri ha stilato un documento rivolto a un pubblico fatto di esperti ma, soprattutto, di madri e padri dove si possono trovare i pilastri dell'alimentazione complementare a richiesta, un modo diverso di far avvicinare il lattante al cibo rispetto allo svezzamento tradizionalmente inteso: niente pappe e frullatore, sì a mangiare a tavola con gli adulti e ad alimenti sminuzzati introdotti senza regole rigide.

   Il documento mira a far arrivare il messaggio che "parlare di alimentazione complementare significa valorizzare la dieta di tutta la famiglia". La prima domanda che un genitore si pone è a che età iniziare a introdurre cibi solidi nella dieta del piccolo. La risposta è semplice: "quando mostra interesse per il cibo, ovvero lo richiede attivamente, e mostra segni di adeguato sviluppo neuromotorio". Di solito questo succede verso i 6 mesi, ma "il conto alla rovescia si fa solo a Capodanno, mentre nel caso dei bambini bisogna semplicemente osservarli". Quanto al cosa, il documento precisa che il latte (preferibilmente materno) rimarrà l'alimento principale fino a verso i 12 mesi. Il passaggio a una dieta da adulto sarà un processo lento e rispettoso dei tempi di ciascun bambino, senza atti di forza.

Il cardine dell'autosvezzamento è che il bambino mangia "quello che vuole nelle quantità che vuole e se ne vuole", e lo fa perché, messo a tavola insieme al resto della famiglia, ha modo di farne richiesta mostrando interesse: quindi è essenziale che i genitori seguano una dieta sana e varia. In tal caso "non c'è motivo di immaginare una distinzione tra cibo per grandi e per piccoli". Per lo stesso motivo il documento sconsiglia l'uso della parola "pappa" intesa come brodino, cereali in polvere e omogeneizzati.
Non ci sono alimenti da evitare, basta il buon senso e ricordarsi di farli a pezzetti.


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