Surgelati, un mercato ormai maturo

Surgelati, un mercato ormai maturo

Nel 2018 i consumi sono stati stimolati dal fuoricasa (+1,6%). Vegetali, patate, prodotti ittici e pizze si confermano i segmenti merceologici più amati dagli Italiani

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

12

Giugno
2019

Nel 2018 il comparto alimentare ha registrato un calo nelle vendite del -0,8% a valore e del -1,3% a volume (dati ISTAT 2018). Coerentemente con questo quadro i consumi di prodotti surgelati hanno confermato la maturità del settore, chiudendo l’anno con un piccolo decremento (-0,3%), quasi in linea con i volumi del biennio 2016-2017, quando invece fu registrato un boom di vendite. Lo afferma il Rapporto annuale sui Consumi dei prodotti surgelati in Italia, realizzato da IIAS - Istituto Italiano Alimenti Surgelati, presentato oggi a Milano.

Nel 2018 sono state acquistate 838.580 tonnellate di prodotti “sottozero” (vs. le 841.500 del 2017), con i vegetali (398.310 tonnellate), l’ittico (112.700 tonnellate), le patate (145.760 tonnellate) e le pizze (91.450 tonnellate) che restano tra i prodotti più amati dal consumatore.

Il dato più interessante tra i consumi di frozen food riguarda il canale catering, che in valori assoluti ha superato le 315.000 tonnellate, registrando nel 2018 un +1,6% rispetto all’anno precedente; il consumo domestico, invece, ha raggiunto quota 523.580 tonnellate (-1,5% sul 2017).

Se il 2018 ha registrato risultati tendenzialmente flat, i primi mesi del 2019 mostrano segnali di sviluppo che inducono a una previsione ottimistica: “Se consideriamo i dati di consumo disponibili dei primi quattro mesi del 2019 nel comparto surgelati - ha affermato Vittorio Gagliardi, Presidente IIAS - notiamo un andamento positivo che fa bene sperare: i vegetali recuperano con un +0,4% sul 2018; prosegue il rilancio delle carni, in particolare bianche; le patate fermano la loro inspiegabile decrescita; l’ittico mantiene le posizioni conquistate; il mercato delle pizze così come quello dei ricettati rimangono stabili”.

13,8 kg il consumo pro-capite annuo di surgelati

Sebbene lo scorso anno non si siano registrate le medesime condizioni favorevoli che hanno portato nel 2017 a un record dei consumi di frozen food, tuttavia il risultato messo a segno dai surgelati nel 2018 rimane superiore a quello di tutti gli anni antecedenti il 2017, raggiungendo un valore di mercato stimato tra i 4,3 e i 4,6 miliardi di euro circa. I risultati registrati in Italia sono ancor ben lontani da quelli raggiunti in Gran Bretagna dove, nel 2018, sono state acquistate 2.097.089 tonnellate di alimenti surgelati (il 2% in più rispetto al 2017), con un fatturato pari a quasi 7,2 miliardi di euro. Il consumo pro-capite annuo di frozen food in UK, nel solo canale retail, è pari a 31,5 kg: quasi quattro volte gli 8,6 Kg del retail in Italia, a cui si aggiungono i 5,2 kg del catering, per un totale di 13,8 kg di consumo pro-capite complessivo nel nostro Paese.

Il settore dei surgelati continua a presentare in Italia interessanti margini di crescita: nel 2018, oltre 25 milioni di famiglie hanno consumato frozen food (circa il 95, 5% del totale). Questa tendenza è confermata anche dall’analisi di un particolare segmento del comparto: il “porta a porta”. L’andamento di questo settore riflette con estrema chiarezza l'ormai consolidato stile di vita del consumatore alla ricerca di massimo servizio, contatto diretto con il venditore, ampia scelta di prodotti. Alla base del crescente successo del “porta a porta” c’è anche un rapporto di fiducia che le aziende del settore hanno saputo instaurare con il cliente. Ecco perché anche il 2018 si è chiuso con una conferma dei risultati dell’anno precedente, sia a volume sia a valore: risultati che erano stati più dinamici (+3,4%) di quelli ottenuti nel 2017 dall’intero comparto.

Vegetali, ittici, patate, pizze & snack i preferiti dagli italiani

Il 2018 è stato per i consumi alimentari l’anno del ready to eat, del home delivery, e della sostenibilità. Tradizione, sperimentazione e risparmio sono stati i principali driver d’acquisto nelle scelte alimentari, influenzando l’andamento di ogni singolo segmento merceologico anche nel comparto surgelati.

Sono sempre i vegetali a confermarsi in testa ai consumi (47,5% del totale), raggiungendo nel 2018 quota 398.310 tonnellate. Sebbene, in valori assoluti, si segnali una flessione del -1% rispetto al 2017 (che ha toccato nel retail un -2,3%, in parte compensato dal +0,7% del catering), va tuttavia evidenziato l’exploit di zuppe e passati ricettati (+2,4%).

Performance interessanti anche per i prodotti ittici: nel 2018, ne sono state consumate 112.700 tonnellate, con una diminuzione nel retail del -1,1%, ma con un aumento nel catering del +1,5%. L’ittico si conferma dunque il secondo segmento del comparto: i naturali, il mollame e i crostacei rimangono stabili e vengono apprezzati per l’alto contenuto di servizio, essendo pronti al consumo e senza sprechi.

Continuano a crescere nel 2018 i consumi di patate surgelate, che raggiungono quota 145.760 tonnellate, con un lieve incremento del +0,3% rispetto al 2017, ribadendo il gradimento degli Italiani per un prodotto versatile nella preparazione (frittura o in forno).

Le pizze si confermano un prodotto molto gradito dal consumatore, con consumi pari a 91.450 tonnellate (quarto segmento del comparto con una quota del 10,9%). Rispetto al 2017, si è registrato un -1,1% nel retail (che totalizza l’84% dei consumi totali) e un +3,6% nel catering. 
Senza glutine, vegetariana, con farine integrale o di Kamut, tonda, quadrata, piccola, grande, fina o spessa: le aziende offrono al consumatore una scelta di pizze quasi infinita.

Tengono nel 2018 anche i consumi dei piatti ricettati, che si attestano complessivamente a 45.480 tonnellate (5,4% del totale), un valore analogo a quello del 2017 (45.500). Un calo è stato registrato nel canale retail (-1,6%), cui ha risposto anche stavolta un incremento nel catering (+3,8%), permettendo di avere consumi positivi rispetto agli anni precedenti.

Il 2018 segna anche una ripresa del segmento delle carni, in particolare bianche. Complessivamente, i consumi di carni rosse e bianche hanno totalizzato 27.265 tonnellate (+3,5% rispetto al 2017). L’aumento, rilevante soprattutto per le carni bianche (+4,9%), ha riguardato, per la prima volta dopo anni, anche le carni rosse (+0,5%) e ha interessato sia il retail sia il catering.


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