Dal 1970 la fauna è diminuita del 60%: colpa dell'uomo

Dal 1970 la fauna è diminuita del 60%: colpa dell'uomo

Il Living Planet Report del WWF afferma che negli ultimi 50 anni l'impronta ecologica umana, cioè il consumo delle risorse naturali che la Terra mette a disposizione, è cresciuta del 190%

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione del sito.
Se navighi su foodandtec.com, acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Consulta le Modalità di trattamento dei dati personali

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

30

Ottobre
2018

Il numero degli animali vertebrati sulla terra (mammiferi, uccelli, pesci, rettili e anfibi) è calato del 60% dal 1970 al 2014. Lo indica il rapporto annuale del WWF sulla biodiversità, Living Planet Report 2018, preparato da 50 esperti in collaborazione con la Zoological Society of London. Il rapporto ha studiato l'abbondanza di 16.704 popolazioni di oltre 4.000 specie di vertebrati in tutto il mondo.

Secondo la ricerca, la fauna si riduce per l'azione dell'uomo: sovrasfruttamento e modifiche degli ambienti naturali, cambiamento climatico, inquinamento, specie invasive, dighe e miniere.

Negli ultimi 50 anni l'impronta ecologica umana, cioè la misura del consumo delle risorse naturali, è cresciuta del 190%.

Oggi meno del 25% della superficie terrestre è ancora in condizioni naturali. Nel 2050, se non si inverte la tendenza, la percentuale si abbasserà al 10%. Secondo il rapporto, il degrado dei suoli mina il benessere di circa 3,2 miliardi di persone nel mondo.

In 50 anni il 20% della superficie delle foreste dell'Amazzonia è scomparsa, mentre gli ambienti marini del mondo hanno perso quasi la metà dei coralli negli ultimi 30 anni.
Nel rapporto si chiede un accordo globale per la natura (Global Deal) che inverta il trend della riduzione della fauna selvatica.


Condividi su: