Solo 1 bimbo su 10 consuma tutto il pasto in mensa

Solo 1 bimbo su 10 consuma tutto il pasto in mensa

Secondo il dossier di Cittadinanzattiva condotto in 12 Regioni ai bambini piace il momento del pranzo specialmente per stare insieme ai compagni

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26

Ottobre
2018

Il dossier Servizi in... Comune. Tariffe e qualità di nidi e mense presentato recentemente da Cittadinanzattiva ha riportato dei dati interessanti circa la fruizione delle mense scolastiche. L’indagine ha riguardato 51 scuole di 12 regioni (Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria); 598 gli intervistati fra bambini, docenti, genitori e rappresentanti della Commissione mensa.

Il 10% non dispone di un locale mensa, ma si utilizzano le aule in cui si fa lezione o altre dedicate per far mangiare i bambini. Le mense monitorate sembrano in discreto stato dal punto di vista della sicurezza: solo il 4% ha distacchi di intonaco e l’8% altri segni di fatiscenza come umidità, infiltrazioni di acqua. Barriere agli ingressi nel 4% delle mense, pavimentazioni irregolari nell’8%, porte con apertura anti panico assenti nel 45%, però destano preoccupazione sia per bambini e adulti con disabilità motorie che per una eventuale evacuazione dai locali in caso di emergenza.

L’85% dei bambini ritiene che i locali siano abbastanza o molto puliti e luminosi, abbastanza o molto spaziosi per il 71% e sicuri per l’81%. Fra gli aspetti negativi segnalati dai bambini, l’80% ritiene che siano molto rumorosi, il 57% poco accoglienti e il 45% poco allegri. Secondo i piccoli utenti gli arredi lasciano a desiderare: il 37% dichiara, infatti, che non siano né adatti né confortevoli.

Pro e contro

Il 57% dei bambini dichiara di mangiare a mensa con piacere, soprattutto perché può stare insieme ai compagni (90%). Fra quelli che non amano mangiare a scuola, il motivo per due bimbi su tre è la monotonia del cibo, per circa la metà la scarsità delle porzioni, per uno su quattro la fretta con cui bisogna mangiare e l’ambiente poco confortevole e colorato.

Un bambino e un docente su cinque conferma la presenza di alcuni compagni che portano il pasto da casa che viene consumato in un tavolo separato nella stessa mensa, o nell’aula in cui si fa lezione.

Solo il 14% dice di mangiare tutto a mensa, il 35% di mangiare solo alcuni cibi, in particolare dolci e gelato (77%), pizza (75%), carne (63%), frutta fresca (58%), pasta al pomodoro (50%). Fra i cibi meno graditi, verdure cotte e minestre (rifiutati da due terzi dei bambini), pesce (sgradito al 58%), pasta in bianco (44%).

Per l’81% dei genitori il menù è vario e rispetta la stagionalità dei prodotti. Rispetto alle quantità, il 65% ritiene che le porzioni siano equilibrate e l’83% che i propri figli mangino volentieri a mensa. Più della metà (58%) non sa se a mensa vengono serviti prodotti biologici.

L’81% degli intervistati afferma che vengono usate tovaglie di carta per apparecchiare i tavoli della mensa, le stoviglie sono usa e getta nel 58% dei casi, l’acqua servita è quella di rubinetto nel 31%, nel 66% si beve acqua minerale.

Sulla base delle risposte delle Commissioni mensa, emerge che i cibi avanzati vengono per lo più buttati (59%), oppure riproposti a merenda (soprattutto pane e frutta).

Nel caso delle Commissioni mensa, la metà dei rappresentanti interessati conosce il Capitolato d’appalto. I rapporti con il Comune sono buoni nel 74% dei casi, quelli con le Aziende erogatrici nel 71%.
Il servizio mensa è dato in appalto esterno in tre casi su quattro, per il restante quarto è comunale o autogestito.
Per il 91% comprende solo il pranzo, per il 9% anche la merenda.
Nel 60% dei casi esistono agevolazioni per le famiglie con difficoltà economiche. Gli altri sostengono che non ci sono agevolazioni (20%) o di non esserne a conoscenza (20%).


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