Slow Food per ridisegnare il futuro del cibo

Slow Food per ridisegnare il futuro del cibo

Dal 6 all’8 luglio 650 delegati si riuniranno in occasione del IX Congresso nazionale Slow Food a Montecatini Terme

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

22

Giugno
2018

Ribadire la forte interconnessione fra il cibo, la sua produzione e i cambiamenti climatici, le migrazioni e il rapporto con la multiculturalità, la salute e il benessere, oltre che dettare l’indirizzo politico e il programma di lavoro per i prossimi anni.

Sono questi gli obiettivi con cui 650 delegati di Slow Food Italia si riuniranno a Montecatini Terme (PT) dal 6 all’8 luglio in occasione del IX Congresso nazionale.

Accogliendo il significato del Congresso internazionale di Chengdu (Cina, ottobre 2017), che ha tracciato la nuova strada per il movimento della Chiocciola, le parole chiave dell’appuntamento italiano saranno internazionalità, globalità, dialogo e apertura.

La Dichiarazione di Chengdu sintetizza le principali sfide dei prossimi anni:

  • la necessità di battersi affinché a tutti sia garantito l’accesso al cibo buono, pulito, giusto e sano
  • l’accesso alla conoscenza come un diritto comune e stessa dignità per saperi tradizionali e accademici
  • il rifiuto di qualunque esclusione di carattere politico, economico e sociale
  • la salvaguardia dell’ambiente come principale priorità del nostro agire anche grazie a campagne di informazione e sensibilizzazione
  • la necessità di ribadire che la diversità è la più grande ricchezza di cui disponiamo come esseri umani e come collettività; la volontà di affrontare a tutti i livelli l’iniqua spartizione delle ricchezze e delle opportunità.

“Da Chengdu - dichiara Daniele Buttignol, segretario generale Slow Food Italia - è stata lanciata una nuova visione dell’associazione che ha nell’inclusività e nella partecipazione i suoi tratti distintivi. I principi che caratterizzeranno gli anni a venire, dal punto di vista dell’organizzazione, sono orizzontalità, responsabilità, ascolto e partecipazione.”

Una trasformazione che si concretizzerà nel prossimo biennio, al termine dei quale sarà convocato un nuovo congresso: “L’associazione che verrà - precisa Buttignol - a ogni livello non avrà vertici rappresentati da singoli, ma gruppi di lavoro al cui interno le responsabilità saranno condivise. Le sfide che abbiamo di fronte, infatti, sono troppo complesse e ampie e non c’è modo di affrontarle se non con uno spirito comunitario e una gestione collegiale e orizzontale, basata sul rispetto, l’affetto e la correttezza”.

Questa tappa del cammino più che trentennale della Chiocciola ideata da Petrini è fondamentale dal punto di vista del confronto interno all’associazione e per il rinnovamento degli organi associativi, inoltre è un’occasione per proporre modifiche allo Statuto. Un lavoro di sintesi a livello nazionale che si tiene dopo i 300 Congressi delle Condotte Slow Food sul territorio e in seguito ai diciassette Congressi regionali che si sono svolti a maggio.

Il programma completo del congresso è disponibile sul sito dedicato.
M.P.


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