Si perfeziona il passaggio del turismo al MiPAAFT

Si perfeziona il passaggio del turismo al MiPAAFT

L'obiettivo è il rilancio di un settore comunque in crescita (2012-2017 +17,8% gli arrivi, +12,1% le presenze) grazie a una politica integrata di valorizzazione del made in Italy

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

04

Febbraio
2019

Dopo il parere favorevole del Consiglio di Stato, il Consiglio dei Ministri ha approvato in data 31/1/2019 il DPCM che disciplina l'organizzazione del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo. Si è così completato il passaggio del Dipartimento Turismo dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali al MiPAAFT iniziato lo scorso luglio.

Il Dipartimento Turismo - si legge in una nota del MiPAAFT - avrà la funzione di "coordinare le linee di azione del Ministero in materia di turismo, anche al fine di favorire una politica integrata di valorizzazione del made in Italy e di promozione coerente e sostenibile del Sistema Italia, in raccordo con i diversi Ministeri ed enti competenti".
Inoltre

  • curerà il monitoraggio dell'andamento dei mercati in raccordo con le competenti Direzioni generali del Ministero dello sviluppo economico e gli enti competenti in materia;
  • svolgerà attività di promozione delle eccellenze simbolo della qualità della vita e delle attrattive del territorio Italia, nell'ambito di competenza del Ministero.
Intanto cresce il turismo enogastronomico

Il Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2019 presentato proprio in questi giorni, attesta che in un anno l’interesse è aumentato del 48%, e l’enogastronomia si conferma un importante motivazione di viaggio. Se nel 2016 il 21% degli italiani vacanzieri era interessato a questo tipo di turismo, nel 2017 la percentuale è salita al 30% e nel 2018 ha toccato il 45%.
I turisti enogastronomici italiani provengono da tutto il Paese, in particolare dal Sud. Le fasce d'età più attive sono soprattutto quelle della generazione X (nati tra il 1965 e il 1980) e dei millennials (1981-1998): il 47% dei primi e il 46% dei secondi hanno fatto viaggi enogastronomici.

Sta prendendo piede il "paesaggio enogastronomico", vale a dire l’insieme di cultura, persone, ambiente, attività e prodotto tipico che il turista italiano prende in considerazione quando sceglie la sua meta. Il 98% dei turisti italiani nel corso di un viaggio ha gustato prodotti tipici, visitato un mercato (82%), si è recato presso ristoranti storici (72%), ha visitato le aziende agricole (62%) e le cantine (56%).

Sicilia, Toscana, Emilia-Romagna sono fra le regioni più amate. Napoli, Roma e Firenze sono le città che hanno più successo.
Il 68% dei turisti italiani vorrebbe che l’Italia valorizzasse la sua ricchezza enogastronomica con un museo nazionale dedicato.

La seconda edizione del Rapporto sul turismo enogastronomico italiano è stato redatto con la supervisione scientifica della World Food Travel Association e dell’Università degli studi di Bergamo, e ha il patrocinio di MiPAAFT, ENIT, Federculture, ISMEA, Fondazione Qualivita e Touring Club Italiano.


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