Settore suinicolo: per Assica è crisi. Bellanova chiede trasparenza e innovazione

Settore suinicolo: per Assica è crisi. Bellanova chiede trasparenza e innovazione

L'Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi ha incontrato il Ministro dell'Agricoltura per parlare di un'industria "sull'orlo del collasso" a causa degli aumenti dei prezzi della materia prima

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

27

Novembre
2019

"Un’industria che vale circa 8 miliardi di fatturato sull’orlo del collasso con aumenti fino al 40% sulla materia prima; oltre 200 milioni di suini falcidiati dalla peste suina africana, che in Cina ha creato una epidemia senza precedenti portando a una crisi internazionale che non sembra placarsi". Questo è lo scenario descritto da Assica, l'Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria che si è fatta promotrice di un incontro svoltosi il 26 novembre 2019 con le istituzioni, gli operatori e gli analisti finanziari, per fare il punto sulla situazione che vive la filiera. “Questo incontro è fondamentale per la sopravvivenza stessa di un comparto che ha circa 900 aziende di tipo industriale con quasi 30mila persone occupate. Stiamo vivendo da troppo tempo una serie di problematiche senza precedenti che stanno sfinendo le imprese del settore, dalla vera e propria mancanza della materia prima fino al problema dei dazi negli USA e al rallentamento degli scambi mondiali in generale” ha affermato Nicola Levoni Presidente di Assica.

“Se le condizioni di mercato non miglioreranno sensibilmente nei prossimi mesi - ha proseguito Nicola Levoni - consentendo un adeguato riconoscimento del prezzo finale del prodotto, già a partire da marzo almeno il 30% delle nostre imprese si troveranno in una situazione di difficoltà economica e finanziaria.”

Fra le cause principali di questa crisi vi sono i forti rincari della carne suina, dovuti all’aumento della domanda in Cina che ha portato a una scarsità della materia prima in tutto il mondo e al conseguente elevato aumento dei prezzi anche per le carni di altre specie, bovine e avicole. 

A partire dal mese di gennaio in tutta Europa si sono verificati incrementi che hanno interessato, da marzo, anche le carni italiane. I prezzi dei suini da macello 160-176 kg, che in Italia sono fissati dalla Commissione Unica nazionale sulla base di indicazioni raccolte settimanalmente sulla filiera, sono passati dagli 1,27 euro/kg di gennaio agli 1,79 euro/kg di fine novembre per un balzo di oltre il 40%.  I tagli di carne suina fresca hanno registrato incrementi, raggiungendo picchi in novembre per spalla (+40%), pancetta (+73%) e coppa (+20%). Sono risultate in crescita anche le cosce fresche per la produzione dei prosciutti crudi che hanno toccato +16%.

Assica ha dichiarato in una nota che "per l’industria di trasformazione il costo della materia prima rappresenta dal 50% fino al 75% in alcuni casi del costo totale di produzione. Incrementi come quelli che si stanno registrando sono diventati insostenibili per l’industria della produzione di salumi". 

“La situazione è difficile ma non possiamo permetterci di non pensare a correttivi in ottica di medio lungo periodo. Abbiamo già aperto un proficuo dialogo con le Istituzioni. La presenza oggi della Ministra Teresa Bellanova ci conferma che c’è attenzione da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Chiediamo al Governo l’istituzionalizzazione del tavolo bilaterale con la GDO e un accordo su alcune misure finanziarie ad hoc. Chiediamo inoltre la realizzazione di campagne di comunicazione volte ad informare il consumatore, a valorizzare correttamente l’immagine della salumeria italiana ripristinando il giusto collegamento qualità/prezzo al consumo ed a sostenere/promuovere i consumi interni” ha continuato il Presidente.

All'UE i produttori di carni e salumi hanno chiesto flessibilità per consentire un piano di aiuti nazionali a tempo determinato simili a quelli previsti per la produzione primaria.

Bellanova: la trasparenza dovrà essere la cifra distintiva del settore suinicolo italiano 

La Ministra delle Politiche Agricole ha concluso l'incontro sollecitando i produttori in crisi a fare proprie queste parole chiave "Trasparenza, filiera, futuro" e chiedendo loro di aprire "una pagina nuova insieme. Abbiamo un sistema di controlli che funziona e che dobbiamo rafforzare. Uno straordinario patrimonio di DOP e IGP delle carni di suino trasformate. I nuovi piani di controllo della filiera produttiva a monte e i nuovi disciplinari, una volta approvati, daranno un contributo importante. Come Ministero vogliamo accompagnare al meglio questa fase: abbiamo predisposto un decreto sull'origine in etichetta sulle carni di suino trasformate, un decreto sui controlli dei tipi genetici per tutte le produzioni DOP, un decreto per l'istituzione del Fondo suinicolo nazionale".

Quanto alla filiera, Bellanova ha raccomandato di "puntare su investimenti innovativi nelle macchine per valorizzare meglio e in maniera più oggettiva la carne come condizione per una rinnovata fiducia tra allevatori e macellatori".

In conclusione la Ministra ha annunciato "l'investimento di almeno 1,5 milioni di euro in una forte campagna di comunicazione istituzionale a sostegno dei prodotti della salumeria italiana, quelli tutelati e non solo".


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