Sempre più Italia ad Anuga 2017

Sempre più Italia ad Anuga 2017

A Colonia, dal 7 all’11 ottobre, saranno presenti 1036 aziende dell'agroalimentare italiano. Un presidio anti frode monitorerà tutti i prodotti

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

30

Maggio
2017

Si è tenuta a Milano la presentazione di Anuga 2017, l'appuntamento dedicato al food & beverage che si svolgerà a Colonia dal 7 all’11 ottobre: 7.200 espositori provenienti da 100 Paesi, 160.000 operatori (192 Paesi e tutte le più importanti catene distributive di Germania, Europa e oltreoceano). Il tutto in 284.000 mq di superficie espositiva, ripartiti in 11 padiglioni e 10 saloni.

I primi temi discussi hanno riguardato i trend dei mercati: come dimenticare quindi che nel 2016 il valore complessivo delle esportazioni agroalimentari italiane è stato di 34.364 milioni di euro. L’Unione Europea, con 22.681 milioni di euro (+3,7%), si è confermata il mercato di riferimento, assorbendo quasi i 2/3 dell’export totale, ma è la Germania il nostro partner più importante. Con 6.266 milioni di euro (+3,2%) e una quota di mercato di circa il 18%, rappresenta infatti il primo Paese di destinazione. Ed è ancora la Germania, con i suoi 81 milioni di consumatori, ad essere attualmente il maggior mercato di prodotti alimentari nella UE. Altri come Asia e Medio Oriente sono emergenti.

Segnaliamo che l’interscambio agro-alimentare tra Italia e Germania ha registrato, nel 2016, un saldo positivo pari a 1.734 milioni di euro, come risultato di 6.266 milioni di euro di esportazioni e 4.532 milioni di euro di importazioni. Tra i prodotti maggiormente esportati nel 2016 sul mercato tedesco emergono: l’ortofrutta con 1.500 milioni di euro (+2,58% rispetto al 2015), i vini con 978 milioni di euro (+1,7%), le conserve e i succhi vegetali con 638 milioni di euro (+2,3%), le carni preparate con 606 milioni di euro (+7,2%), i prodotti dolciari con 485 milioni di euro (+12,4%) ed i prodotti lattiero-caseari con 453 milioni di euro (+1,1%).

A rimarcare la forza dell’export del nostro agroalimentare sarà anche la massiccia presenza delle aziende Italiane alla manifestazione tedesca: 1036.
E quali saranno le tendenze del settore? Nel futuro il tema della salute condizionerà l’alimentazione in modo sostanziale. La parola chiave, dopo sostenibilità (bio, veg, equosolidale) sarà quella di “auto-ottimizzazione” cioè piatti pronti personalizzati, sviluppati appositamente come prevenzione nei confronti delle patologie o per migliorare le performance individuali. I consumatori combineranno vari canali di acquisto e, per orientarsi nelle scelte di prodotti e ricette, useranno app, robot, chatbot, whatsapp e messenger di FB.

Argomenti indubbiamente articolati e impegnativi che hanno lasciato comunque ai presenti lo spazio di commentare l'edizione 2017 dell'appuntamento di Colonia. Katharina C.Hamma, Chief Operating Officer di Koelnmesse, Thomas Rosolia, Amministratore Delegato Koelnmesse Italia, Ines Arondio, Dirigente ICE settore Agroalimentare e Vini e Paolo Zanetti, Vice Presidente Federalimentare, quest’ultima partner, assieme a Fiere di Parma, del colosso di Colonia hanno fatto il punto. “Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti - afferma Thomas Rosolia amministratore delegato di Koelnmesse Italia -. 1036 aziende cui si aggiunge la collettiva organizzata dall’ICE che consentirà di far conoscere il valore assoluto dell’industria alimentare italiana che è uno degli obiettivi dell’alleanza strategica con Fiere di Parma e Federalimentare”.

“Una triangolazione - continua Rosolia  -  che, attraverso progetti concreti in tutte le fiere satellite di Fiere di Colonia, aiuterà le aziende dell’agroalimentare nella conquista dei mercati esteri a più elevato potenziale. Prossime tappe Thaifex a giugno a Bangkok, dove è già presente una collettiva italiana, e Anufood China in agosto a Beijing”.

“Anuga è senza dubbio la principale fiera del settore alimentare a livello mondiale e la Germania è storicamente il nostro primo paese partner - afferma Luigi Scordamaglia, Presidente di Federalimentare -. Nell’intento di preservare la credibilità commerciale delle imprese alimentari italiane e rendere prioritaria l’azione di contrasto all’Italian Sounding, il patto ANUGA-Federalimentare rappresenta un ulteriore elemento di garanzia per le imprese espositrici e per i buyer partecipanti, soprattutto dopo gli spiacevoli episodi che si sono verificati al TuttoFood di Milano. È per questo che vogliamo costituire un presidio fisso durante la manifestazione, in grado di monitorare i prodotti presenti e raccogliere le eventuali denunce degli espositori copiati, così da coadiuvare in maniera efficace le strutture di sorveglianza già presenti nella Fiera di Colonia e direttamente collegate alla magistratura locale”.

Tra i partner di Anuga, l’ICE sarà presente con un'importante collettiva italiana. "L’ICE-Agenzia - ricorda Ines Aronadio, Dirigente ICE settore Agroalimentare e Vini - ha curato anche per questa edizione l’organizzazione di una importante collettiva nazionale che sarà sostenuta da una significativa campagna di comunicazione con inserzioni e pubblicità su alcune importanti riviste tedesche del settore come Lebensmittel Zeitung e Lebensmittel - Praxis, pubblicità esterna in fiera e sul catalogo ufficiale, realizzazione del catalogo cartaceo ed elettronico della collettiva ICE.

Format e tendenze

10 saloni specializzati sotto lo stesso tetto” , è questo il format di Anuga, con due importanti novità: il salone specializzato Anuga Culinary Concepts (che ospiterà abilità in cucina e progetti gastronomici come i concorsi “Il cuoco dell’anno” e “Il pasticcere dell’anno”) e Anuga Hot Beverages caffé, té &co, tra i principali trend-setter della distribuzione e dell’out of home: nel 2016 in Germania la spesa per questo mercato è cresciuta del 3,1% raggiungendo 76,3 miliardi di euro.

Secondo i dati forniti della BVLH di Berlino, Associazione tedesca della distribuzione alimentare, e la BVE Bundesvereingung der Deutschen Ernahrungsindustrie, accanto al more out of home altri saranno i trend globali del settore alimentare:

Prodotti sostenibili: le previsioni congiunturali positive (secondo i ricercatori tedeschi nei 19 Stati dell’Eurozona il consumo privato è destinato a crescere: +1,4% nel 2017, mentre nel 2018 il balzo in avanti dovrebbe essere di un ulteriore 1,5%) rafforzano anche la fiducia dei consumatori: l'importanza del prezzo come criterio di acquisto determinante è in calo rispetto agli aspetti legati alla qualità; lo si nota ad esempio se si osserva lo sviluppo dell'assortimento di prodotti sostenibili (biologici, vegani, equosolidali, che promuovono il benessere animale). Il maggiore mercato bio in tutto il mondo è costituito dagli USA, seguito dalla UE; in Europa i maggiori acquirenti di prodotti bio sono proprio i consumatori tedeschi. Nel 2016 il 27% ha acquistato prodotti sostenibili spendendo il 16% in più.
Convenience food: aumenta il numero di persone che spende sempre più        tempo nei trasferimenti verso il luogo di lavoro e anche quello delle famiglie in cui lavorano entrambi i partner: meno tempo a casa significa anche meno tempo da dedicare alla cucina (nello specifico in Germania solo il 34% dei consumatori cucina regolarmente) e quindi di consumo di cibo ready to eat.
La quotidianità del consumatore è tuttavia contrassegnata da una contrapposizione tra pressione/ritmi determinati dal lavoro e piacere di stare in casa. Ne consegue una crescente importanza del cucinare in particolare per consumatori attenti alla sostenibilità. Cucinare si trasforma in hobby cui dedicare tempo, da qui la crescita dei prodotti gourmet e regionali.
Digitalizzazione: il consumatore anche di beni alimentari diventerà un omnishopper cambiando a proprio piacimento i vari canali di acquisto.
Clean label: il consumatore desidera sempre più informarsi in modo approfondito su ingredienti e modalità di produzione.
Reduction: numerose aziende hanno annunciato di voler ridurre l'impiego di zucchero per la produzione di generi alimentari e bevande; Nestlé e Pepsi sono sicuramente fra i nomi più noti. Anche marchi del settore dolciario e degli snack hanno raccolto questo trend e propongono alternative ai prodotti tradizionali.
More Green: in questo ambito i protagonisti sono frutta, verdura, legumi e i cosiddetti powerfruit.

Queste tendenze hanno tutte un denominatore comune: il gusto. Se il consumatore chiede varietà e possibilità di scelta, si aspetta al contempo che il cibo sia buono.
www.anuga.com


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