Lo spreco alimentare in Europa: il ruolo degli imballaggi innovativi nelle scelte dei consumatori

Lo spreco alimentare in Europa: il ruolo degli imballaggi innovativi nelle scelte dei consumatori

Uno studio di Harris Poll, commissionato da Sealed Air nel 2016 e ripetuto nel 2018, ha approfondito il cambiamento dei comportamenti di acquisto dei consumatori e il positivo contributo che può dare il packaging giusto

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

19

Luglio
2019

A cura di Anna Manghisi

Nel 2016 Sealed Air, multinazionale statunitense specializzata in soluzioni per l’imballaggio, ha chiesto a Harris Poll, di approfondire con uno studio l’atteggiamento dei consumatori europei in merito alla consapevolezza, all’importanza e alla percezione dello spreco alimentare e il ruolo che possono avere gli imballaggi alimentari. A seguito della maggiore attenzione dedicata da parte dei media al ruolo ricoperto dalle materie plastiche nell’inquinamento del pianeta, tale studio è stato replicato nel 2018. I risultati sono stati pubblicati sul "Cryovac White Paper - Sealed Air Food Care" e in questo articolo si possono approfondire i temi salienti e i risultati più significativi riportati dalle due ricerche.

La situazione attuale

Negli ultimi anni lo spreco alimentare è diventato uno dei più grandi problemi da risolvere, lo dimostrano alcuni numeri riportati da Eurobarometro, EPRS e FAO, che danno un’idea di cosa stia succedendo in Europa:

  • 2 volte è oggi la quantità di cibo sprecata per persona rispetto a 40 anni fa
  • oltre il 30% di alimenti prodotti non viene mai consumato
  • 88 milioni di tonnellate di cibo vengono sprecate ogni anno
  • il 25% dell’acqua è usata in agricoltura per produrre alimenti che non verranno mai consumati
  • l’8% delle emissioni globali di gas serra è causato dallo spreco alimentare
  • 200 milioni di persone potrebbero essere sfamate con alimenti attualmente sprecati.

Il livello di spreco alimentare è troppo alto ed è necessario trovare soluzioni efficaci per ridurlo anche in relazione ai 17 Sustainable Development Goals che devono essere raggiunti entro il 2030 da tutti i Paesi che fanno parte dell’ONU.

In Europa lo spreco di alimenti dal coltivatore al consumatore è in costante aumento: le stime provenienti da vari governi e associazioni lo provano registrando 89 milioni di tonnellate nel 2006 e prevedendo di arrivare a 126 milioni di tonnellate entro il 2020. Il problema degli scarti è più visibile e quantificabile soprattutto nelle case dei consumatori ed è qui che si registra la percentuale più alta in valore come mostra il grafico 1.

Grafico 1 - Spreco alimentare europeo in volume e in valore

Le preoccupazioni dei consumatori e le proposte dei retailer

Tra il 2016 e il 2018 le quantità di cibo sprecato sono risultate tra le preoccupazioni maggiori degli intervistati, seguite dall’inquinamento atmosferico e precedute dalla presenza massiccia della plastica negli oceani (grafico 2).

La ricerca sui consumi del 2018 ha evidenziato che i consumatori di generi alimentari sono molto preoccupati o preoccupati per la quantità di plastica negli oceani e nelle discariche (88% e 80% rispettivamente) e di conseguenza per la possibilità di riciclare i materiali più inquinanti nei quartieri in cui risiedono (62%). Alla luce di queste risposte molte aziende produttrici e diversi punti vendita si dichiarano pronti a ridurre l’utilizzo dei contenitori di plastica monouso ma è ancora problematico determinare quali materiali possano sostituire integralmente gli imballaggi plastici essenziali (vaschette e altri contenitori per alimenti) garantendo al contempo la freschezza, la durata e la sicurezza degli alimenti.

Grafico 2 - Le preoccupazioni dei consumatori

Attualmente sono allo studio tre soluzioni per cercare di risolvere il problema degli imballaggi plastici essenziali e del loro corretto riciclo:

  1. la formulazione e la progettazione dei materiali
  2. l’espansione della raccolta e del riciclo
  3. l’educazione dei consumatori per un corretto smaltimento degli imballaggi usati.

La percezione di un packaging migliorativo

La maggioranza dei consumatori europei dichiara di avere un’opinione più favorevole dei retailer i cui prodotti possono aiutare a non sprecare il cibo acquistato e dei produttori alimentari che utilizzano imballaggi in grado di ridurre lo scarto. Inoltre, dagli studi del 2016 e del 2018 emerge che sono soprattutto i punti vendita a guadagnare una migliore reputazione a seguito dell’attuazione di tale pratica. Infatti l'81% dei consumatori europei dichiara di considerare positivamente i rivenditori che contribuiscono alla riduzione dello scarto e il 76% apprezza molto i marchi che utilizzano un packaging che permette una riduzione dello spreco alimentare (grafico 3).

Grafico 3 - Acquirenti che hanno una migliore opinione di prodotti e retailer che contrastano lo spreco (2018 vs 2016)

Rispetto al 2016, nel 2018 il 59% dei consumatori europei afferma di avere un’opinione migliore dei negozi che informano che l'imballaggio utilizzato mantiene la freschezza del cibo più a lungo. Inoltre il 34%, sempre nel 2018, afferma di considerare in maniera positiva i punti vendita che indicano che il loro imballaggio garantisce la sicurezza alimentare.

Questi risultati confermano il crescente livello di preoccupazione dei consumatori europei riguardo alle questioni ambientali, sociali ed etiche dei retailer di riferimento e mettono in risalto la possibilità di valorizzare la buona reputazione dei negozi che attuano una comunicazione chiara sull’imballaggio utilizzato che consente di ridurre al minimo lo spreco alimentare, massimizzare la durata di conservazione e aumentare la sicurezza nel consumo dei cibi. 

La questione ambientale ed economica

Quando però si parla di questione ambientale, il problema degli scarti viene superato dalle preoccupazioni relative allo smaltimento del materiale di imballaggio come dimostra il grafico 4. In tutti i cinque Paesi europei presi in esame la maggior parte degli intervistati ritiene che gli imballaggi siano molto dannosi per l’ambiente, la percentuale più alta si registra in Italia.

Grafico 4 - Cosa è più nocivo per l’ambiente: alimenti buttati o materiale di imballaggio?

Gli acquirenti sono consapevoli di rivestire un ruolo importante nella questione dello spreco alimentare e anche che questo abbia conseguenze sull’ambiente e l’economia: 8 consumatori di generi alimentari su 10 ritengono che gli scarti abbiano ricadute sull’ambiente e 9 su 10 anche sul loro bilancio familiare. Lo conferma anche lo studio Fusions, progetto finanziato nel 2016 dall’UE promosso per aumentare l’attenzione sullo spreco alimentare lungo tutta la catena di approvvigionamento in Europa, che ha quantificato in 143 milioni di euro il costo totale degli scarti, il 60% dei quali è stato registrato nelle famiglie. Decisamente più bassa è la percentuale attribuita alle aziende di trasformazione (9%) e ai retailer (7%).

Le opinioni dei consumatori

Nel 2018 in tutti i Paesi presi in esame è aumentata la percentuale di consumatori preoccupati per lo spreco alimentare, come riportato nel grafico 5. I consumatori ritengono di rivestire insieme alle istituzioni un ruolo importante nella prevenzione dello spreco e di altri problemi ambientali in Europa. La maggioranza degli europei intervistati, pari al 62%, vede invece l'agricoltura come parte della soluzione, in aumento rispetto al 50% nel 2016, mentre attribuisce ai consumatori, al governo del proprio Paese e ai retailer il ruolo maggiore (in tutti e tre i casi il 59%) e chiede di adottare insieme misure più efficaci per contrastare il problema.

Grafico 5 - Consumatori preoccupati per lo spreco alimentare (2018 vs 2016)

L’esigenza di maggiori informazioni

Per attuare una concreta diminuzione degli scarti alimentari i consumatori devono essere informati su tre fronti affinché siano guidati nell’adozione di scelte e comportamenti più consapevoli:

  1. sensibilizzazione dell’opinione pubblica in merito alle ricadute sull'ambiente, all’impatto economico e sociale dello spreco alimentare
  2. maggiore comunicazione da parte dell’industria alimentare ai consumatori
  3. maggiore promozione delle definizioni di imballaggi di plastica essenziali e non essenziali affinché vengano adottate azioni significative per ridurre lo spreco alimentare e gli imballaggi plastici.

Rendere più consapevoli i consumatori può quindi aiutare sensibilmente l’adozione di buone pratiche per un positivo cambiamento di abitudini. Nel 2018, più della metà di tutti gli acquirenti di generi alimentari, afferma di preferire un imballaggio che prolunghi il periodo di conservazione, se riporta indicazioni a riguardo (grafico 6).

Grafico 6 - Opinione dei consumatori riguardo agli imballaggi con indicazioni di conservazione (2018 vs 2016)

Anche in caso di alimenti non confezionati, fornire indicazioni sulla durata della conservazione permette alla maggioranza degli acquirenti europei (68% nel 2018) di decidere quale tipo di imballaggio scegliere, a parità di qualità e tipologia di prodotto. Ad esempio, la durata di conservazione di carni bovine passa dai 2 giorni, se confezionate in un involucro con un vassoio termoformato, ai 21 giorni in confezioni sottovuoto termoretraibili (in entrambi i casi con una corretta conservazione).

L’importanza delle etichette e delle date

Anche insegnare ai consumatori a fare attenzione alle date di vendita e di scadenza poste sugli imballaggi alimentari può contribuire a far diminuire lo spreco alimentare.

La maggior parte dei consumatori europei (71%) desidera che le date siano più in evidenza e l’83% dei retailer ritiene che i consumatori abbiano bisogno di maggiori informazioni sulle date presenti sull’imballaggio.

Anche se i consumatori si informano sulle indicazioni temporali spesso non si fidano. Sia nel 2016 sia nel 2018, il 40% degli acquirenti di generi alimentari europei ha dichiarato di non avere fiducia nelle date “di scadenza” o “minima di conservazione” presenti sugli imballaggi alimentari. La presenza dei soli indicatori di data non è sufficiente a prevenire e ridurre lo spreco alimentare, i consumatori hanno bisogno di comprendere che cosa significa ogni data riportata su un prodotto e come dovrebbe essere utilizzato e consumato. A questo proposito diventa fondamentale il ruolo del retailer come divulgatore di informazioni complete ed efficaci.

Continua…

Sealed Air ha commissionato nel 2017 a Planet Retail, azienda di market intelligence globale, uno studio che ha coinvolto 200 dirigenti e responsabili di punti vendita di prodotti alimentari in Francia, Germania, Regno Unito, Italia e Spagna per valutare la prevalenza degli scarti nei punti vendita e la misura in cui i retailer ritengono che l’imballaggio possa aiutare a ridurli.

La sintesi dello studio sarà oggetto di un articolo di prossima pubblicazione.


Fonti. Nel 2016 Sealed Air ha commissionato a Harris Poll uno studio volto a comprendere meglio come consumatori di Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Spagna considerano lo spreco alimentare, i loro atteggiamenti e comportamenti e il ruolo che gli imballaggi svolgono per migliorare la situazione. Lo studio è stato condotto online tra 5.000 adulti di età superiore a 18 anni e che fanno almeno il 25% della spesa della famiglia. Nel 2018 la ricerca è stata replicata con l'aggiunta di nuove domande per comprendere l'impatto dell’attenzione posta dai media sui rifiuti plastici in Europa.
I dati relativi allo spreco alimentare e le azioni intraprese provendono da ricerche e analisi di ONU e FAO; Flash 425 Eurobarometro di TNS; Fusions e FoodDrinkEurope.

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