Il Roero Arneis debutta fra i migliori vini d'Italia

Il Roero Arneis debutta fra i migliori vini d'Italia

"Cecu d'la biunda" Roero Arneis DOCG 2016 di Monchiero Carbone riceve il riconoscimento del Tre Bicchieri 2018. Per la prima volta la guida Vini d'Italia del Gambero Rosso premia il bianco tipico della zona di Cuneo

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

18

Ottobre
2017

Un vino che già dal nome evoca un legame stretto e forte con la terra da cui proviene: il Cecu d'la biunda Roero Arneis DOCG 2016 di Monchiero Carbone, etichetta che ha portato il Roero Arneis a conquistare per la prima volta il massimo riconoscimento nella guida del Gambero Rosso.

L'Arneis, vitigno autoctono delle colline del Roero, è con il Nebbiolo il vitigno simbolo della riva sinistra del fiume Tanaro. Un vino che rappresenta "il volto bianco del Piemonte", la cui origine si perde nella notte dei tempi, ma che alla fine degli anni Sessanta era ridotto a pochi filari sparsi tra quelli di Nebbiolo, perché i suoi acini dolcissimi tenevano lontani gli uccelli dalle uve nere, più remunerative. È solo grazie all'intuizione imprenditoriale di alcuni produttori, che hanno voluto valorizzare un bianco di valore in una terra che sembrava destinata solo ai vini rossi, se questo vitigno e il suo territorio d'elezione, hanno riconquistato visibilità e prestigio.

Un vino, l'etichetta premiata con il Tre Bicchieri, che racconta anche un pezzetto di storia familiare di Francesco Monchiero: Cecu d'la Biunda era infatti il soprannome con cui era conosciuto il nonno di Francesco Monchiero, da cui ha ereditato il nome e la passione per questo vitigno. Nonno Francesco, detto "Cecu", era infatti figlio di Lucia, conosciuta in paese per la chioma bionda naturale, da cui il soprannome. Nonno Francesco era inoltre solito celebrare la domenica con un calice di Arneis, quando tutti usavano brindare con vini rossi e corposi. Quando nonno Francesco scomparve, nel 2004, fu dunque naturale dedicargli questa etichetta, nata da una selezione di uve che esalta le caratteristiche e le potenzialità di questo vitigno. Le uve da cui nasce il Cecu d'la Biunda provengono infatti dai terreni soffici, e calcarei siti sia sulle colline che attorniano la "Valle di Vezza", sia su quelle che fanno da contrafforte alle Rocche di Canale: il celebre bricco Renesio, dove si narra che a metà del millennio passato sia nata questa particolare uva bianca, che venne chiamata in un primo momento "Nebbiolo bianco".

Un vino dai profumi intensi e floreali a tratti può anche ricordare frutti esotici come ananas o frutto della passione, gusto strutturato e con una freschezza piacevole e persistente ottima per abbinarsi molto bene con piatti chi pesce, ma anche carni bianche e sughi di pomodoro, destinato a migliorare negli anni.

Zona di produzione: Roero comune di Canale e Vezza d’Alba
Altitudine: 250-350 metri
Resa per Ha: 7,5 ton.
Superficie: 2 Ha
Gradazione: 12,5-13,0
Acidità: 5,5/6 g/l
Formato: bottiglia(0.750 lt)
Prima annata: 2004


Condividi su: