Riso: i consumi aumentano del 3%. Mentre pane e pasta...

Riso: i consumi aumentano del 3%. Mentre pane e pasta...

Coldiretti analizza una tendenza sorprendente per il mercato italiano: cresce l'utilizzo del riso, diminuiscono gli acquisti di pane e pasta

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08

Maggio
2017

Svolta sulle tavole degli italiani? Presto per dirlo, ma di sicuro attira l'attenzione l'aumento del 3% degli acquisti di riso in concomitanza con il taglio di quelli di pasta dell’1,3% e di pane del 3% che raggiunge in quantità il minimo storico dall’Unità d’Italia. Lo dice un'analisi della Coldiretti sul cambiamento dei comportamenti di acquisto degli italiani, sulla base dei dati Ismea/Nielsen relativi al 2016, in occasione della campagna “Abbiamo riso per una cosa seria" promossa da FOCSIV – Volontari nel Mondo, insieme a Coldiretti e Campagna Amica, con il Patrocinio del MIPAAF e dei Centri Missionari Diocesani della CEI. L'iniziativa ha visto la distribuzione di pacchi di riso 100% italiano della FdAI - Filiera degli Agricoltori Italiani, da parte di 4000 volontari per una donazione minima di 5 euro che vanno a finanziare 41 interventi a sostegno di 119.543 famiglie di contadini.

Tornando ai numeri, un balzo negli acquisti si è registrato nel 2016 per il riso considerato alimento dietetico che ha visto peraltro negli ultimi decenni una rivoluzione nelle occasioni di consumo, da primo piatto a piatto unico, da caldo a freddo, da tavola a take away. L’Italia è il primo produttore europeo di riso per una produzione di 1,58 miliardi di chili.
I consumi di pane degli italiani si sono praticamente dimezzati negli ultimi 10 anni e hanno raggiunto il minimo storico con appena 85 grammi a testa al giorno per persona rispetto a 1,1 chili che ogni cittadino portava quotidianamente in tavola ai tempi dell’Unità d’Italia nel 1861. "Con il taglio dei consumi - fa notare Coldiretti - si è verificata una svolta anche nelle abitudini a tavola: sale l´interesse per il pane biologico, quello a chilometri zero acquistato direttamente dal contadino ma sono nati ed affermati anche nuovi prodotti senza glutine o a base di cereali alternativi, dal kamut al farro". Una tendenza che riguarda anche la pasta secca dove in controtendenza al calo generale del 2016 si registra un incremento per quella garantita con 100% grano italiano, quella integrale e senza glutine.

Comunque l’Italia si conferma leader nel consumo di pasta con 24 chili a testa davanti a Tunisia (16 kg pro capite), Venezuela (12 kg), Grecia (11,2 kg), Svizzera (9,2), Usa e Argentina (8,8 kg), tallonati da Iran e Cile (8,5 kg) e Russia 7,8 kg). Un primato detenuto anche nella produzione con 3,2 milioni di tonnellate all’anno davanti a Usa, Turchia, Brasile e Russia che consente di realizzare un flusso di esportazioni che nel 2016 ha superato i 2.013 miliardi di chili, in aumento del 3% rispetto all'anno precedente.


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