"Riso classico", riso in purezza

In attesa dell'entrata in vigore a febbraio del decreto sull'obbligo di etichettatura d'origine per il riso, sul pack si potrà apporre la dicitura "classico" nel caso sia contenuta una sola varietà e tracciabile

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09

Novembre
2017

Stop ai blend: sulle confezioni di riso arriva l'indicazione "classico" solo nel caso in cui sia presente una delle varietà nazionali tradizionali in purezza (Carnaroli, Arborio, Roma o Baldo, Ribe, Vialone Nano e Sant'Andrea) e a condizione che sia garantita la tracciabilità varietale. Lo rende noto Coldiretti in occasione dell'appuntamento Il riso è tutto uguale? Ma che riso è? organizzato con la Coutenza Canali Cavour, la Società Geografica Italiana e l'ANBI, Associazione nazionale dei Consorzi di bonifica, di irrigazione e di miglioramento fondiario, nell'ambito del 150° anniversario del Canale Cavour.
Queste varietà di riso sono commercializzate in Italia miscelate anche ad altre appartenenti alla stessa classe merceologica, basata sulla lunghezza e larghezza, e risultava non facile ottenere una confezione in purezza con solo riso Carnaroli, Arborio, Roma o Baldo, Ribe, Vialone Nano o Sant'Andrea.

"Si aggiorna finalmente una normativa che risale al 1958 - commenta Coldiretti - e i consumatori avranno l'opportunità di scegliere la qualità e la tipicità delle varietà più tradizionali in purezza, con la pubblicazione in Gazzetta della nuova riforma del mercato interno del riso".
Dal vero Carnaroli nato in Italia nel 1945 dal lungo chicco, con elevato contenuto di amido e consistenza, all'Arborio dai chicchi grandi e perlati che aumentano di volume durante la cottura, fino al Vialone Nano scoperto nel 1937 che è stato il primo riso ad avere in Europa il riconoscimento IGP, nonchè il Roma e il Baldo, stiamo parlando di alimenti che hanno fatto la storia della risicoltura italiana.


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