Rigoni di Asiago e i restauri in Santa Maria Novella

Rigoni di Asiago e i restauri in Santa Maria Novella

Continua l'impegno dell'azienda veneta nel sostegno dei beni culturali italiani. Partono i lavori di recupero sui dipinti delle lunette lato est ed angolo sud del Chiostro Grande di una delle chiese più note di Firenze

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22

Giugno
2020

Rigoni di Asiago, azienda veneta attiva nella produzione biologica di miele, confetture e creme di nocciola, dopo aver sostenuto nel 2015 l’importante intervento di recupero dell’Atrio dei Gesuiti, l’entrata storica del prestigioso Palazzo di Brera a Milano, nel 2016/2017, il restauro dell’originale della statua di San Teodoro, primo Patrono di Venezia, in Palazzo Ducale, nel 2018 il restauro della fontana Venezia sposa il mare nel cortile di Palazzo Venezia a Roma, nel 2019 il restauro della Chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone a Matera, ha deciso di proseguire il percorso della valorizzazione dei beni culturali questa volta nella città di Firenze.

L’intervento rientra nel progetto Florence I Care, promosso nel 2011 dal Comune di Firenze con lo scopo di valorizzare il proprio patrimonio storico-artistico grazie a partner privati. L’intervento di restauro dei dipinti delle lunette lato est ed angolo lato sud del Chiostro Grande di Santa Maria Novella assume anche il significato di ripartenza grazie alla sinergia tra pubblico e privati per tutelare l'immenso, quasi infinito, patrimonio storico, artistico, culturale italiano

I lavori in Santa Maria Novella, la cui fine è prevista per la fino del 2020, vengono eseguiti dal Consorzio Edile Restauratori Società Cooperativa a responsabilità limitata di Firenze. Sarà possibile seguire in diretta i lavori di restauro sul sito del Comune di Firenze.
L’intervento prevede anche il posizionamento di un nuovo impianto illuminotecnico che sarà realizzato da Enel X.

Il Chiostro

II Chiostro Grande, edificato dal 1340 al 1360, fa parte del convento di S. Maria Novella ed è il più grande chiostro della città. La sua grandezza riflette la grandezza e la maestosità dell'Ordine dei Domenicani attraverso gli affreschi presenti attribuiti ad alcuni dei maggiori artisti fiorentini della fine del cinquecento. Negli anni 1562-1592 l'architetto Giulio Parigi, su committenza di Eleonora da Toledo, moglie del Granduca Cosimo I, procedette alla decorazione ad affresco commissionando i lavori a vari artisti dell'epoca come Bernardino Poccetti, Santi di Tito, Ludovico Cigoli e Alessandro Allori.

Nel secolo XVIII il Chiostro venne risistemato per quanto riguarda gli elementi lapidei e alcune lunette rimaste vuote vennero dipinte.

Dal 1920 il Chiostro faceva parte della scuola Marescialli e Brigadieri Carabinieri ma recentemente, nel 2016, è passato a far parte del Museo di S. Maria Novella.

L'alluvione di Firenze nel 1966 causò dei danni notevoli di conservazione alle pitture: per cercare di salvarle, queste sono state sottoposte al distacco dalla parete originaria, alla successiva riadesione ad un nuovo supporto e alla ricollocazione in loco. I tagli per la rimozione sono ancora visibili e tutte le scene sono abbastanza impoverite di materia a causa dell'operazione di strappo anche se è probabile che senza questo tipo di intervento le lunette sarebbero pervenute a noi in condizioni molto peggiori.

Nonostante il susseguirsi di interventi di restauro, l’ambiente favorevole alle correnti e flussi di aria e polveri ha fatto sì che le superfici pittoriche siano state particolarmente propense all'accumulo di sostanze inquinanti che sono penetrate dentro le pitture con conseguente perdita di colore e stuccature incoerenti e malmesse diffuse. Come spesso succede per gli affreschi staccati, si possono notare delle macchie scure che sono dovute alla colla non rimossa completamente sulla superficie pittorica che ha causato un attacco di microorganismi.

Il restauro

Ecco nel dettaglio le pitture murali da restaurare:
lato est

  • Mauro Soderini, “S. Tommaso D’Aquino presenta l’uffizio del Corpus Domini a Urbano IV”
  • Ludovico Buti, “S. Tommaso D’Aquino in Cattedra”
  • Ludovico Cigoli, “S. Vincenzo Ferrer riceve l’abito domenicano”
  • Giovanni Maria Butteri, “Predica di S. Vincenzo Ferrer”
  • Cosimo Gamberucci, “S. Vincenzo Ferrer risana gli infermi”
  • Giovanni Maria Butteri, “Noli me tangere
  • Cinque ritratti di monaci domenicani.

Lato sud

  • Alessandro Fei del Barbiere e Giovanni Maria Butteri, “Ascensione di Cristo; Ferdinando I come David; Francesco I come Isaia”

L’intervento di restauro prevede il consolidamento della superficie pittorica, la pulitura dai depositi di sporco, inquinanti e materiali incoerenti, la rimozione delle vecchie stuccature e l’applicazione di nuove contro fessurazioni e cadute di intonaco.


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