"Resto al sud": si allarga la platea ai professionisti e agli over 36

La misura varata nel 2017 per agevolare la nascita di imprese nelle regioni più depresse è stata confermata e ampliata. Finanziato fino al 100% delle spese ammissibili

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08

Agosto
2019

Il Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio ha firmato il Decreto che modifica il regolamento della misura Resto al Sud. L'obiettivo è di incentivare maggiormente le attività imprenditoriali nelle regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, rivolgendosi non più solo ai giovani imprenditori, ma anche ai liberi professionisti di età compresa tra i 18 e 45 anni, così come previsto dalla legge di Bilancio 2019 (legge 145/2018). Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, gli aventi diritto potranno presentare i propri progetti direttamente online dal sito di Invitalia, l'ente gestore della misura.

Resto al Sud è stato varato con il DL 91/2017 (Disposizioni per la crescita economica del Mezzogiorno) e prevedeva gli incentivi solo per attività di impresa realizzate dagli under 36. La legge di Bilancio del 2019 ha quindi ampliato la platea dei beneficiari, innalzando a 45 anni il limite d'età e comprendendo tra i fruitori anche i liberi professionisti.

Resto al Sud è l'incentivo per avviare iniziative imprenditoriali relative a:

  • produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone
  • turismo

Sono escluse dal finanziamento le attività agricole e il commercio.
Invitalia ha pubblicato i dati aggiornati al 18 luglio 2019 che riportano 11.562 domande in compilazione, 8.383 domande presentate, 3.423 domande approvate. Non viene specificato il valore economico delle richieste.

Gli incentivi sono finalizzati esclusivamente all'apertura di nuove realtà imprenditoriali nelle regioni del Sud e sono appannaggio di chi ha ivi la residenza oppure dei soggetti che la trasferiranno entro sessanta giorni dalla comunicazione dell'esito positivo dell'istruttoria (120 giorni se hanno la residenza all'estero). I beneficiari dovranno mantenere la residenza in una delle regioni per tutta la durata del finanziamento (o la sede legale per le aziende).
Non potrà accedervi chi è già titolare di attività di impresa o chi ha beneficiato di altre misure di sostegno all'auto imprenditorialità nell'ultimo triennio.
I professionisti richiedenti non dovranno essere titolari di partita Iva per l'esercizio di un'attività analoga a quella proposta nei dodici mesi precedenti alla presentazione della domanda: un professionista che ha già avviato la sua attività non potrà godere dell'incentivo per la stessa tipologia di impiego. Non potrà essere richiesta neanche da coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato.

La misura prevede il finanziamento fino al 100% delle spese ammissibili, di cui parte del contributo (35%) a fondo perduto, e un finanziamento bancario pari al 65% della spesa garantito dal Fondo di garanzia per le PMI che è ente dello Stato, con un importo massimo erogabile di 50mila euro per ciascun socio, fino ad un complessivo di 200mila euro. Gli interessi del finanziamento, invece, saranno interamente coperti da un contributo in conto interessi.
Saranno ammesse tutte le voci di spesa utili all'avvio di un'attività, come quelle relative alla ristrutturazione o la manutenzione straordinaria di beni immobili, all'acquisto di impianti, macchinari e attrezzature e programmi informatici ecc.
Le domande vengono esaminate senza graduatorie in base all’ordine cronologico di arrivo.

Secondo il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale "entro la metà di settembre, una volta realizzato un ultimissimo passaggio dalla Corte dei conti".


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