Reg. 625/2017 sui Controlli Ufficiali: quando i decreti attuativi? La parola al MiPAAF

Reg. 625/2017 sui Controlli Ufficiali: quando i decreti attuativi? La parola al MiPAAF

Dal 14 dicembre 2019 è in piena applicazione il Reg. 625/17. A Stefano Vaccari, Capo Dipartimento dell’ICQRF, abbiamo chiesto lumi sulla pubblicazione dei decreti attuativi a livello nazionale

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prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

11

Febbraio
2020

A cura di Francesca De Vecchi

Il Regolamento (UE) 625/2017 sui Controlli Ufficiali, che sostituirà e abrogherà i Regolamenti CE 882/04 e CE 854/04 del Pacchetto Igiene, è un testo che modifica e riorganizza profondamente le attività di ispezione e verifica degli Organismi di Controllo ufficiale e che certamente provocherà effetti e ricadute anche sugli OSA. Sebbene si tratti di un Regolamento, quindi un atto giuridico vincolante e immediatamente applicabile in tutti gli Stati Membri, richiede una serie di adattamenti rispetto al panorama legislativo cogente nazionale.

Quello della pubblicazione dei decreti attuativi nazionali è un aspetto intorno al quale c’è un comprensibile interesse. Gli atti devono essere eseguiti dalle Amministrazioni di riferimento, cioè il Ministero della Salute e il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (MiPAAF), e a quasi due mesi dalla piena applicazione, attendiamo di conoscere le tempistiche e la natura delle modifiche introdotte. Per approfondire gli aspetti su cui le Amministrazioni stanno lavorando, abbiamo chiesto chiarimenti a Stefano Vaccari, capo Dipartimento dell’ICQRF del MiPAAF.
Di questo e di quanto ruota intorno al Reg. (UE) 625/17 si parlerà approfonditamente nel corso di un seminario il prossimo 5 marzo a Milano: durante la giornata di studio Reg. UE 2017/625 sui controlli ufficiali: ricadute pratiche sulle aziende alimentari, Autorità di controllo, legali e stakeholder commenteranno i cambiamenti previsti dal testo europeo, le conseguenze sulla normativa nazionale e le ripercussioni sulle aziende in termini di obblighi legali e verifiche ispettive.

Ma diamo ora la parola a Stefano Vaccari, Capo Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari in relazione a quanto di competenza del suo Ministero.

Il Regolamento (UE) 2017/625 è entrato in vigore il 14 dicembre scorso ma necessita di alcuni atti delegati della Commissione e a livello nazionale sono attesi i decreti attuativi. Con quali tempistiche?
Bisogna fare una premessa. Gli atti attuativi di questo Regolamento sono eseguiti dall’amministrazione di riferimento. In Italia i Ministeri interessati direttamente sono essenzialmente due: il Ministero della Salute, per gli aspetti inerenti la sicurezza e la salute, e il Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali (di cui l’ICQRF fa parte) per quanto concerne la qualità dei prodotti alimentari e dei relativi controlli. L’altro aspetto da non dimenticare è che si tratta di un Regolamento quadro, serve cioè a impostare una prassi comune e condivisa fra tutti i Paesi in materia di controlli. L’Italia è uno dei Paesi con il sistema di controlli ufficiali più efficace. Siamo già allineati con molte delle prescrizioni indicate da questo Regolamento, che invece impegnerà maggiormente altri Paesi dell’Unione.

Quali punti ci vedono già "operativi"?
L’aspetto delle controanalisi previsto dal Reg. 625 per esempio: è già da 20 anni che quando preleviamo un campione diamo la possibilità di fare controanalisi e perizie di parte. Così come prevediamo l’analisi di revisione. C’è quindi da noi già un assetto consolidato di garanzia sia del produttore sia del consumatore. Su questo punto siamo coerenti con quanto dice il Regolamento.

Per quanto riguarda i controlli fitosanitari?
Per la parte relativa ai controlli fitosanitari ci sarà un passaggio di approvazione in conferenza Stato-Regioni (perché di competenza regionale). Per quanto riguarda la qualità, invece, il nostro obiettivo per ora è quello di allineare gli organismi di certificazione alle prescrizioni del regolamento, in merito all’emissione dei certificati, cosa che stiamo facendo già in via amministrativa e non necessità di alcun atto formale attuativo. Ci candideremo a laboratori di riferimento perché i sei laboratori di ICQRF sono già tutti accreditati UE; poiché anche le produzioni biologiche sono interessate al 625, attendiamo l’entrata in vigore piena del Regolamento (UE) 2018/848 (relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il Reg. CE 834/2007 del Consiglio) per modificare il decreto legislativo 20 del 2018 sul biologico. Avremo tempo fino al 2021 per metterci mano, ma stiamo già lavorando. Tutto ciò per dire che, per quanto riguarda la parte agricola, partiamo da una situazione di vantaggio e ben monitorata.

Parlando di date, quando si può ragionevolmente prevedere l’emissione dei decreti?
Da questo punto di vista la parte che probabilmente potrebbe necessitare di qualche intervento è l’aspetto sanzionatorio. Ma c’è anche una componente di pensiero, condivisa da esperti e analisti di altissimo livello, che sostiene che le fattispecie di reati previste dal Regolamento 625 sono già normate nel nostro istituto complessivo. Per esempio: possiamo già sanzionare frodi che avvengono ai sensi del 625 perché abbiamo già un panorama strutturato di riferimento. Penso che per quanto di competenza del nostro Ministero, per ora, non sono previsti decreti.

Cosa vi aspettate di preciso dalla Commissione?
Il grande risultato che ci aspettiamo dal 625 riguarda l’armonizzazione delle banche dati UE. L’attivazione di IMSOC per esempio, il sistema di Gestione Integrato per i controlli ufficiali (Integrated management system for official controls), che connetterà online gli Stati in merito ai controlli effettuati. Aspettiamo che fisicamente colleghino fra loro banche dati come Trace, il TRAde Control and Export System, o OFIS, il Sistema informativo sull'agricoltura biologica, o il RASFF, per dirne alcune. È un obiettivo importante che la Commissione ha stabilito perché tutti parlino la stessa lingua e una prescrizione che è stata data come grandemente innovativa ma che l’Italia persegue da cinque anni. Come Autorità di controllo pubblichiamo da alcuni anni i report di tutti i nostri controlli, in italiano, in inglese e in cinese, come è possibile vedere sul sito internet dell’ICQRF.
L’Italia è l’unico Paese che ha tutta una serie di banche dati già attive e ne dà evidenza: si veda il Registro telematico del vino, dell’olio, il registro dei controlli. Insomma siamo già operativi rispetto a molte delle prescrizioni del nuovo Regolamento. Quindi paradossalmente siamo noi ad aspettare che la Commissione si pronunci. Sono in corso una serie di incontri ai quali come ICQRF stiamo già partecipando poiché siamo il Food fraud control point per l’Italia. Possiamo dire quindi che questo Regolamento quadro non ci trova impreparati e pensiamo che avrà un maggiore impatto sulle strutture di Controllo Ufficiale di quei Paesi che non hanno un sistema rodato come il nostro.


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