Rapporto Annuale sulla Marca Commerciale 2014

Rapporto Annuale sulla Marca Commerciale 2014

Presentato a BolognaFiere il decimo studio sull’evoluzione della marca del distributore. Più luci che ombre in un universo dalle grandi possibilità non del tutto espresse

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

22

Gennaio
2014

Fra i convegni svoltisi durante l’ultima edizione di Marca, “imperdibile” è stato senz’altro quello dedicato al Rapporto Annuale 2014 “Evoluzione della marca commerciale nel mercato distributivo italiano”, presentato da Guido Cristini che ha anche assicurato il coordinamento scientifico dello studio curato da Adem Lab, spin off dell’Università degli Studi di Parma.
La ricerca è stata realizzata in collaborazione con Gianmaria Marzoli, vice presidente di IRI, che ha fornito dati preziosi e realizzato alcune specifiche elaborazioni.
Le relazioni clou sono state “Scenari di mercato e posizionamento competitivo della marca commerciale” di Marzoli e “I motivi di scelta della marca commerciale. Risultati di un’indagine sul comportamento dello shopper” a cura di Cristini.
Da quanto presentato emergono degli indirizzi ben precisi: il consumatore ha un percepito che sta mutando circa i prodotti del distributore. Infatti diminuisce la distanza di qualità che si imputa ai prodotti di marca rispetto a quelli commerciali. Secondo il professor Cristini questo dipende dall'introduzione di nuove categorie e di nuove referenze, dall'ampliamento dell'assortimento, dal cambio dei fornitori evidentemente di maggior qualità, dal miglioramento della comunicazione e dell'immagine sulle confezioni.
Da qui discende il secondo trend: il continuo sviluppo della marca del distributore, che prosegue senza soluzione di continuità dal 2009 (quota marca del distributore 14.8%) al 2013 (quota MDD 17.9%). L’obiettivo è di arrivare al 2015 con una quota del 22%, ma di sicuro la crescita è disomogenea con due insegne in particolare che la trainano e con altre che hanno risultati negativi. Stessa disomogeneità si registra per i diversi format (ipermercati rispetto ai supermercati) e nelle categorie merceologiche.

Attualmente la MDD ha raggiunto un valore di 9,7 miliardi di euro (+2,7% rispetto a 2012) e durante lo scorso anno il 37% degli italiani ha aumentato gli acquisti delle referenze del distributore. Come già evidenziato, questi dati suggeriscono che la scelta delle private label non significa per i consumatori un compromesso sulla qualità a beneficio del risparmio: la recente indagine condotta da IRI ha fatto emergere che il 75% degli intervistati considera i prodotti dei distributori di ottima qualità o di qualità analoga all'offerta di marca.
Ovviamente la crisi economica non ha risparmiato la MDD: i suoi prodotti registrano crescite a volume solo nelle categorie dell'alimentare, mentre si evidenziano sensibili cali di volume nei prodotti per la casa.

Se consideriamo il peso delle diverse tipologie di marca del distributore vediamo che le crescite sia in valore sia come unità vendute si sono registrate nel Premium (agosto 2012: 4.8 vs agosto 2013: 5.3 - agosto 2012: 2.7 vs agosto 2012: 3) e nel Bio (agosto 2012: 4 vs agosto 2013: 4.2 - agosto 2012: 3.5 vs agosto 2012: 3.6). Ciò sta a significare che segnano rispettivamente crescite a valore del 14,7% e dell'8,9%, mentre a volume del 13,2% e del 5,9%. Questo è accaduto nonostante la politica di pricing su Premium e Bio adottato dalle insegne commerciali sia stata “punitiva” rispetto ai produttori dell’industria: per il primo segmento, fatto 100 l’indice di prezzo, quello della MDD si colloca a 126; per il secondo a 120.

I migliori risultati di vendita della MDD si sono registrate nel nord-ovest del Paese (+6.1%); di converso al sud c’è stato un calo dell’1.6%. Fra i reparti più evoluti, l'ortofrutta e il pet care sono gli unici a mostrare un trend di crescita più forte rispetto al 2012; il freddo è in negativo con un andamento di crescita del -0.9% e il fresco porta a casa un +6.2% dopo però il +11.6% del 2012 sul 2011. Al sud il reparto dell’ortofrutta ha accusato il calo più drastico in valore -11.2% segnando probabilmente la riscossa dei mercati all’aperto e dei negozi di vicinato.

Diamo ora uno sguardo ai rapporti del distributore con i copacker. La durata media dei contratti di copacking per la marca Insegna e Premium si attesta nel 54% dei casi fra i 5 e i 10 anni e per il Primo prezzo la percentuale scende al 32.9%, mentre registra una percentuale maggiore (42.6%) per i contratti fra 2 e 5 anni; è al 23.1% per quelli a 1 anno mentre per marca Insegna e Premium i contratti della durata di 12 mesi scendono al 4.6%. Addirittura il 9% stipulano contratti della durata di oltre 10 anni, diversamente dal Primo prezzo dove scendono all’1.4%. Insomma un turn over maggiore quando si ricerca soprattutto la convenienza.

Diversi sono i motivi di conflitto fra copacker e insegne clienti. Le tipologie più rilevanti fanno riferimento a condizioni di contratto più onerose, allungamento dei tempi di pagamento, richiesta di maggiori oneri di natura logistica, modificazione e adattamento del packaging.
Per il 52% dei copacker le condizioni contrattuali nel corso del 2013 sono rimaste invariate, per il 5% migliorate e per ben il 43% sono peggiorate. Rispetto alle prospettive future (prossimo biennio) il 38% prevede una crescita contenuta e ben il 46% una crescita significativa.

Gian Maria Marzoli, vice president di IRi, ha sottolineato come nel 2013 si sia consolidata la crisi dei consumi, con una contrazione dei volumi di vendita dell'1,3%, a valore dello 0,3%. La regressione ci ha portato indietro di tre anni, con una perdita di fatturato di 1 mld di euro. Le famiglie hanno contenuto l’erosione del reddito attraverso:
la riduzione dei volumi di acquisto pari a 600 mio
maggior frequentazione dei discount 300 mio
maggiore ricorso alle promozioni 300 mio
sostituzione prodotti nelle scale prezzi 100 mio

Il mercato della convenienza vale 17 mld e la marca del distributore vale il 57%. Quest’ultima cresce ma i volumi sono stabili, e questo è un segno di rottura rispetto al passato.
La pressione delle promozioni nella MDD è del 21,6%, mentre quella totale è del 27,8%. La forbice si è allargata, anche se di poco. E questo evidenzia una scelta ben precisa: le promozioni sono troppe, e comunque non bastano e invertire la tendenza imposta dalla crisi.
Fa notare Marzoli che laddove la marca del distributore è leader cresce del 6%, dove è follower incrementa del 3%, mentre in altre posizioni non cresce o addirittura diminuisce.
Per il 2014 non si prospetta un anno di sviluppo: i volumi dovrebbero rimanere grosso modo inalterati. Le vendite a valore cresceranno (forse) di poco grazie all'inflazione.

Plus e valori per i prodotti a MDD. L’inchiesta di Marca

Con riferimento alla continua crescita della fetta di mercato dei prodotti a marchio del distributore (comunque assai contenuta rispetto a Paese quali Olanda, Uk, Germania, Spagna, Francia), Marca ha condotto una piccola inchiesta fra i retailer più importanti presenti alla manifestazione fieristica, chiedendo opinioni, valori e novità che si riferiscono alla loro offerta.
AUCHAN
La sostenibilità della spesa diventa sempre più un asset prioritario per Auchan, che lancia una nuova app per conoscere l'impatto ambientale dei prodotti di filiera controllata. Con “Il Fresco di Filiera Auchan” si può scoprire qual è l’impronta ecologica delle carote di filiera in termini di consumo di acqua, suolo e di emissioni di CO2. “Questa iniziativa s’inscrive nei nostri impegni per lo sviluppo della sostenibilità dal produttore al consumatore, integrando anche il calcolo degli impatti ambientali di logistica e distribuzione” dichiara Roberta De Natale, direttrice Comunicazione e Sviluppo sostenibile di Auchan Italia.
“Grazie alla metodologia LCA (Life Cycle Assessment) o analisi del ciclo di vita dei processi produttivi possiamo calcolare il consumo idrico, l'uso del suolo e le emissioni di CO2 e comunicarli facilmente ai consumatori” spiega Fabrizio Piva amministratore delegato CCPB. Dal 2010 Auchan ha avviato una collaborazione con CCPB, la Scuola Superiore Sant’Anna dell’Università di Pisa, CNR Ibimet e LCA Lab per calcolare l’emissione di anidride carbonica di alcune filiere di prodotti a marchio Auchan-Filiera Controllata: carota, melone, arancia e pollo. Al momento la sperimentazione della app è stata avviata in fase test per la filiera della carota all’interno dell’Ipermercato di Rescaldina, in provincia di Milano, con l’obiettivo di estenderla negli altri punti vendita della catena.

CONSORZIO C3
Il presidio della qualità e della sicurezza, il rispetto dei valori etici da parte dei propri copacker e la valorizzazione della produzione italiana sono tutti driver fondamentali che sostengono lo sviluppo della marca privata presso il Consorzio C3.
C3, acronimo di Cash&Carry Consorziati, nato nel 1972 per volontà di alcuni grossisti alimentari, annovera venticinque imprese radicate nei territori regionali con insegne fortemente fidelizzate specializzate nella distribuzione moderna. La struttura distributiva è composta da 814 punti vendita, compresi gli affiliati, e 34 Ce.Di che assicurano una copertura capillare. “Grazie alla nostra struttura che abbina una centrale snella e flessibile a una rete di imprese di media dimensione radicate nei territori di pertinenza – fa sapere Eugenio Morlacchi, direttore commerciale e marketing di Consorzio C3 – siamo un partner ideale per la capacità di reazione nelle attività di marketing congiunto tra prodotti di marca e private label”. Perseguendo la politica dell'every day low price, il gruppo fa leva sulla private label Noi&Voi che si concentra su una produzione mainstream, prediligendo i prodotti tipici locali in ottica di salvaguardia del made in Italy.

CONAD
Per Conad il presidio dell’assicurazione qualità, il controllo maniacale delle filiere, specie quelle dei freschissimi alimentari, e la certificazione etica sono concetti basilari della governance delle proprie private label. “In genere – esordisce Giovanni Panzeri, Group Category Manager & Private Label di Conad – tutti i distributori fanno un grande lavoro di certificazione verso i copacker. Per noi di Conad in particolare è fondamentale la sicurezza che è un prerequisito fin dall’origine del prodotto. A tale scopo, ci avvaliamo di auditor esterni che certificano le nostre linee guida interne, per essere il più possibile oggettivi nelle nostre valutazioni. In particolare, massima attenzione è dedicata ai reparti dei freschi e freschissimi, quali ortofrutta, ittico, carne e formaggi”. Al controllo della qualità si abbina la selezione della materia prima che Conad predilige di origine made in Italy. “Un esempio su tutti – spiega Panzeri – è la filiera dei latticini a marchio Conad, al 90% costituita da latte di origine italiana, idem per quella del pomodoro rosso, e usciremo presto anche con alcune referenze del mondo dei surgelati da filiera italiana. Il fattore critico di successo è naturalmente la reperibilità della materia prima, al di là dei fattori di costo, ma il successo è sicuro”. Conad inoltre presta particolare attenzione anche alla certificazione etica, richiesta per tutte le materie prime provenienti dal Far East o dall’Europa dell’Est, ma anche da alcuni produttori delle filiere del pomodoro e delle arance nel sud Italia, dove purtroppo esistono sacche di criminalità e sfruttamento del lavoro.

COOP Italia
Per Roberto Nanni, responsabile brand marketing della direzione prodotto a marchio di Coop Italia, gli elementi di forte distintività dei prodotti a marchio Coop si possono riassumere in qualità e sicurezza nel controllo di filiera, con particolare focus sull’origine degli alimenti. “Uno dei punti chiave della nostra strategia è l’innovazione – dichiara Nanni –. Cerchiamo di aggiungere costantemente valore a un processo di omologazione che caratterizza il commercio, introducendo elementi di differenziazione, per un upgrading continuo. Non a caso, abbiamo un’articolazione dinamica della nostra offerta, che spazia dalla fascia di convenienza e primo prezzo alle linee premium come fiorfiore, Viviverde e le linee per l’infanzia, Crescendo e Club 4-10. Fra i prodotti di punta dell’innovazione, vi è il recente lancio di Eufyr ed Eukappa, nuove linee di prodotti prebiotici e funzionali dal profilo innovativo assai elevato. Inoltre, pensiamo che il tema della trasparenza faccia la differenza: vogliamo premere l’accento su questo, anche attraverso la nuova campagna consumerista denominata Origini Trasparenti attraverso la quale ci impegniamo a rendere disponili e in tempo reale le informazioni relative all’origine delle materie prime di circa 1.400 prodotti alimentari confezionati”. È stato creato un sito dove il consumatore, digitando il codice a barre o il nome del prodotto, avrà subito disponibili le informazioni relative alle principali materie prime impiegate nelle produzioni, quelle più consistenti dal punto di vista quantitativo e quelle caratterizzanti il prodotto.

CONSORZIO CORALIS
Per Coralis, la qualità è una prerogativa fondamentale, sia sotto l’aspetto del valore intrinseco e delle caratteristiche organolettiche del prodotto sia sotto l’aspetto della sicurezza alimentare. “Non potrebbe essere altrimenti – commenta Alain Mizrahi, responsabile marketing e comunicazione di Coralis–. La nostra rete di vendita è composta principalmente da negozi di prossimità, i tipici sottocasa: la marca del distributore è un biglietto da visita. Solo creando una relazione basata sulla trasparenza e sulla fiducia siamo in grado di fidelizzare il cliente. Di conseguenza, anche il controllo delle filiere è un tema molto sentito. Ci affidiamo esclusivamente a produttori in grado di certificare la provenienza delle materie e i relativi processi di trasformazione, confezionamento e commercializzazione del prodotto finito”. Per quanto riguarda gli assortimenti, l’offerta dei prodotti a marchio Coralis si concentra sulla fascia mainstream. “In un assortimento di piccole e medie superfici come le nostre – spiega Alain Mizrahi – dove è ancora la marca dell’industria a pesare maggiormente, non saremmo in grado di sostenere una frammentazione del portafoglio prodotti a nostro marchio troppo estesa. In ottica futura, però, stiamo iniziando a ragionare su alcuni possibili nuovi inserimenti nell’area del premium e delle specialità alimentari, con focus nell’ambito delle tipicità regionali. L’obiettivo è creare un circuito virtuoso che ci permetta di portare in giro per l’Italia e di far conoscere il meglio di ciò che ciascun territorio è in grado di offrire. Per fare tutto questo prevediamo di realizzare eventi e degustazioni per raccontare le origini di ciascun prodotto”. Non a caso, nella selezione dei fornitori di Coralis prevale da sempre il made in Italy, oltre a tutte le certificazioni di qualità, etica e sostenibilità che il futuro partner può esibire durante la fase di scounting e selezione.

CRAI
La mission di Crai è il presidio del concept del vicinato, con un forte radicamento nel territorio di appartenenza. “La nostra offerta di prodotti a marchio copre tutte le fasce – dichiara Silvana Russo, Responsabile Marketing Strategico Private Label di Gruppo CRAI –: la marca d’insegna Crai è il cuore di gamma nella posizione intermedia dei prodotti convenzionali, ma stiamo sviluppando bene la parte alta del mercato. Con Piaceri Italiani Crai, presidiamo la gamma premium del food con circa 77 referenze fra confezionato e banco taglio. Nel corso del 2013, anno del quarantesimo anniversario dalla fondazione di Crai, la linea è stata rivista sia a livello di immagine sia di assortimento. A questa linea, abbiamo affiancato la gamma premium Piaceri Extra, per presidiare le eccellenze non solo italiane, come ad esempio la referenza Salmone Scozzese. Siamo presenti inoltre con la nostra marca privata nelle filiere dell’ortofrutta e della carne - entrambe garantite italiane al 100% - e manteniamo un posizionamento nei segmenti del biologico e dell’equo solidale. Dal 2012 abbiamo lanciato la linea Crai Armonia che copre quattro segmenti principali: prodotti alimentari light (con referenze a basso contenuto di grassi, di sodio ecc.), funzionali (con fibre, probiotici ecc.), prodotti per intolleranti o persone allergiche a determinati alimenti e prodotti bio. Nel 2014 allargheremo il nostro portafoglio della marca privata in tutti i segmenti, compreso il non food”.

INTERDIS
Interdis, gruppo distributivo costituito da diciannove imprese socie, presenti in quindici regioni italiane, accentua il ruolo strategico della private label Delizie, presente già nei 915 punti vendita al dettaglio di tutte le insegne. È stato già raggiunto l’obiettivo di creare un’unione sinergica tra la marca commerciale Delizie e il concept brand DelizieClub, firma da oltre dieci anni delle iniziative di marketing per tutte le imprese del Gruppo, a vantaggio dei consumatori finali. “La nostra strategia è finalizzata a presidiare, in maniera selettiva, i segmenti in grado di generare reale valore aggiunto per i nostri soci e di soddisfare le richieste di convenienza di qualità del consumatore - afferma Giorgio Santambrogio, Direttore Generale di Interdis. Con l’ulteriore crescita dei prodotti a marchio Delizie rafforziamo, quindi, il legame con il cliente e accentuiamo un approccio omogeneo al mercato da parte di tutte le nostre insegne”. Nel contesto socio-economico attuale, il brand Delizie costituisce un valido aiuto per milioni di famiglie clienti dei supermercati del Gruppo, nell’ottimizzare il bilancio e raggiungere con meno ansia la fine del mese. Il piano promozionale nazionale di Interdis permette, infatti, un saving ulteriore sulla spesa di oltre il 35%. Il prodotto Delizie, infine, punta nel 2014 ad ampliare il numero delle categorie presidiate. Inoltre, anticipando i tempi, è in corso un lavoro di adeguamento sui packaging, non solo alla normativa con decorrenza fine 2014, ma anche circa le informazioni nutrizionali previste dal 2016 che ha l’obiettivo di dare un’informazione sempre più chiara ed esaustiva ai consumatori.

SELEX
Nel complesso, l’offerta delle marche commerciali del Gruppo Selex, che crescono a ritmi superiori al 10% ogni anno, copre le più importanti categorie merceologiche, con circa 3mila prodotti a marchio Selex, 1.100 prodotti Vale, 600 prodotti Sùe Vanto, cui si aggiungono circa 360 referenze con marchi di fantasia. “Per rispondere alle nuove tendenze di consumo – afferma Luca Vaccaro, responsabile marche commerciali Gruppo Selex – che richiedono prodotti sempre più su misura, alla sua linea base, Selex ha affiancato da qualche anno le linee specialistiche Natura Chiama Selex (prodotti ortofrutticoli da filiera controllata e biologici) Vivi Bene Selex (prodotti attenti al benessere e alla salute), Primi Anni Selex (alimenti e prodotti per la cura e l'igiene studiati per i più piccoli). Tra i lanci previsti nel 2014, Vivi Bene senza glutine, un assortimento composto di una ventina di referenze certificate senza glutine dall’Associazione Italiana di Celiachia e dal Ministero della Salute. Segmentazione anche per il marchio Vale, presente oltre che con l'offerta base, anche con le linee Natura in Tavola Vale (Filiera e Bio) e Vale Le Specialità (prodotti tipici). Inoltre, Selex Più, marchio premium, si trasforma e da quest’anno diventa Saper di Sapori: un centinaio di proposte di alta qualità e di specialità del territorio”. Fondamentale anche il contributo delle linee specialistiche e funzionali, che rispondono alle esigenze di consumatori sempre più attenti alla salute e alla sicurezza di quello che portano in tavola, ma anche l'attenzione al controllo delle filiere e alla tipicità. Infine, sono previste novità nei marchi di fantasia: si arricchisce anche Le Vie dell’Uva, il marchio di fantasia del Gruppo Selex per i vini.

SIGMA
Sempre più centrale anche per Sigma il ruolo dei prodotti a marca d’insegna, che il retailer intende ampliare in particolare nella direzione delle aree benessere, biologico e alimenti per l’infanzia. “Sigma ha ampliato la propria offerta di prodotti a marchio – dichiara Andrea Cevenini, responsabile prodotto a marchio di Sigma – con l’ingresso di una linea salutistica e funzionale a partire dal 2010. Sono nate così le linee Con & Senza, la risposta di qualità all’esigenza di un’alimentazione sana, che richiede prodotti buoni, ma alleggeriti, nel contempo, degli ingredienti superflui. Dallo scorso anno, inoltre, stiamo sviluppando su alcuni grandi mercati delle partnership con aziende italiane che hanno un controllo totale della filiera tutta italiana. Oltre che per il valore qualitativo dei prodotti risulta per noi fondamentale anche l’aspetto di sostegno di un mercato interno industriale e agroalimentare. Inoltre, l’eticità dei nostri copacker e il rispetto dei valori è un elemento di verifica sia in fase di prequalifica che durante il rapporto commerciale. Esiste la volontà di costituire il binomio eticità – salute alimentare in quanto i due concetti non sono per nulla slegati. Cerchiamo di essere di stimolo con i nostri produttori ad aumentare gli standard qualitativi per quanto riguarda i diritti umani, il lavoro e la sostenibilità ambientale. Del resto, per noi l’assicurazione della qualità per i prodotti a marchio è un processo che inizia prima del lancio: ogni prodotto delle nostre quattro linee è sottoposto a un piano di controllo che inizia prima del lancio sul mercato e continua fino al momento in cui è sullo scaffale”.

SIMPLY
“Anche nel 2014 i prodotti a marchio Simply saranno al centro delle strategie commerciali dell’azienda, per coprire tutte le merceologie e i bisogni dei nostri clienti attraverso l’arricchimento dell’offerta, non solo in ampiezza ma anche in profondità, anche nel reparto freschissimi. – afferma Erica Fiore, Responsabile Marca Privata Simply – Negli ultimi quattro anni le private label Simply hanno continuato a registrare incrementi importanti e anche nel 2013 il trend è proseguito, con punte di oltre il 30% nelle linee alto di gamma Passioni e Bio. Oggi la quota della marca privata Simply è in linea con il mercato e le indagini ci dicono qual è il principale criterio di scelta dei nostri clienti: garanzia di qualità e risparmio in rapporto al difficile momento socio economico, ma anche risposta adeguata ai nuovi modelli di consumo.” L’assortimento dei prodotti a marchio Simply è in continua evoluzione, sia in termini di ampliamento su prestazioni non ancora coperte nell’ambito grocery, sia nello sviluppo di nuove linee nei Freschissimi, soprattutto per quanto riguarda i salumi e la gastronomia, per segmentare l’offerta per fasce di bisogno applicando anche in questo comparto i criteri di selezione dei prodotti di marca privata: scelta di fornitori specializzati con processi di sviluppo controllati e certificati in ogni singola fase. Un impegno al centro delle strategie commerciali di Simply, premiato anche delle indagini annuali interne e dalle ricerche condotte da istituti esterni, dalle quali emerge che la marca commerciale Simply in tutte le sue declinazioni è il principale parametro di fidelizzazione dei clienti all’insegna. Tra le novità presentate a Marca 2014, la linea di prodotti Senza Glutine, le merendine e le bevande di riso e di soia Bio, i nettari di frutta e i prodotti da forno Passioni, la linea di pasta di semola integrale, le originali ricette di piatti pronti in busta, i contorni vegetali surgelati microondabili, la salsa tonnata e la maionese fresche.

SISA
Sicurezza e differenziazione della gamma sono alcuni degli elementi chiave della strategia di Sisa per le proprie referenze a marchio d’insegna. “L’attenzione per la sicurezza alimentare nelle nostre linee – spiega Tecla Ardizzoni, Responsabile Marca Privata di Sisa – viene espletata con l’ausilio di collaborazioni esterne, altamente professionali, di equipe e laboratori che si adoperano per campionamenti puntuali nei vari punti di vendita, cadenzati nel tempo, per i controlli analitici, nonché per i controlli dei punti critici delle attrezzature presenti all’interno dei punti di vendita. Per quanto riguarda, il controllo delle filiere, dalla produzione fino al consumatore, aggiungiamo l’attenta selezione del fornitore che oltre ad essere scelto prevalentemente sul territorio nazionale, viene selezionato nella sua capacità produttiva, in rispetto della sostenibilità ambientale, nei valori etici e nella garanzia di continuità nel tempo”. Continua inoltre l’impegno di Sisa nell’offrire una gamma sempre più completa e segmentata di prodotti a marchio: “I dati in nostro possesso – commenta Tecla Ardizzoni – rivelano che nelle categorie in cui siamo presenti, la nostra quota di mercato è in crescita tra il 15% e il 20%. La nostra segmentazione si suddivide sul convenzionale col marchio SISA, sul premium con il marchio GUSTO&PASSIONE, per la convenienza sul marchio PRIMO. Nel 2014 svilupperemo nuove referenze su tutti i tre comparti: la crescita maggiore sarà incentrata sul marchio SISA e a seguire sul PREMIUM. Inoltre, per quanto riguarda lo sviluppo a medio e lungo termine delle linee funzionali abbiamo già iscritto al prontuario AIC un elenco di prodotti a marchio Sisa idonei ai celiaci e abbiamo in progetto lo studio delle linee salutistiche, bio e kids.”

GRUPPO TUO (Tuodì e Dico)
“Lavorare con passione per servire il cliente, assicurandogli ogni giorno la massima qualità al miglior prezzo”: questa è la mission di Gruppo Tuo, secondo il direttore marketing Luca Chirieleison. “Partendo dall’attenzione ai bisogni dei nostri clienti – dichiara il manager –, dall’incontro con centinaia di produttori, dalla considerazione delle diverse specificità territoriali e dalla realizzazione di severi test sensoriali-qualitativi abbiamo creato un’offerta completa, con oltre sessanta marchi nostri, capace di soddisfare le aspettative e le esigenze alimentari di ogni consumatore. La più grande soddisfazione è quella di offrire prodotti esclusivi garantiti, a alti standard di freschezza e genuinità, che quotidianamente danno la possibilità ai nostri clienti di risparmiare senza rinunciare alla qualità”.
Nel 2014 i punti vendita Dico cambiano look, per creare un luogo ancora più accogliente, vivace, caldo e funzionale nell’esposizione dei prodotti e per essere in linea con l’immagine coordinata del Gruppo. “I nostri punti vendita – afferma il manager – hanno un modo innovativo di fare la spesa, comodo e di prossimità, che si differenzia da tutti gli altri supermercati e che negli anni ha garantito la soddisfazione di 1.200.000 clienti a settimana. Per informare i nostri clienti su tutte le novità, le iniziative, la convenienza e le promozioni dei supermercati, abbiamo realizzato i nuovi siti, le APP e le pagine facebook, per entrambe le insegne. Il Gruppo crede molto nel potenziale della comunicazione 2.0 e, per questo, abbiamo deciso di dare valore alle nostre pagine facebook, per dare la possibilità a tutti i nostri stakeholder di entrare in contatto diretto con noi e rispondere in tempo reale alle molteplici indicazioni e richieste dei nostri clienti".


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