Quote latte, arriva la sentenza da Lussemburgo. Italia inadempiente

Quote latte, arriva la sentenza da Lussemburgo. Italia inadempiente

Ritorno al passato: la Corte di Giustizia europea condanna il nostro Paese a recuperare dai produttori di latte le multe dovute per la sovrapproduzione dal 1995 al 2009

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24

Gennaio
2018

"L'Italia inadempiente sulle quote latte, in quanto non ha fatto in modo che il prelievo supplementare fosse a carico degli effettivi responsabili della sovrapproduzione tra il 1995 e il 2009". Lo ha sentenziato la Corte di Giustizia Europea.

Il verdetto, che arriva dopo due anni di dibattimento, si riferisce al mancato recupero dagli effettivi responsabili di una cifra stimata in 1,34 miliardi di multe sulle quote latte tra il 1995 e il 2009. La Corte di Lussemburgo sottolinea che non contesta all'Italia il mancato recupero in sé, ma "il non avere predisposto, in un lungo arco temporale (oltre 12 anni), i mezzi legislativi ed amministrativi idonei ad assicurare il regolare recupero del prelievo supplementare dai produttori responsabili della sovrapproduzione".

Ad oggi all'Italia restano da recuperare dai produttori di latte, per lo sforamento delle quote comunitarie, 1,255 miliardi, di cui 796 milioni di euro risultano esigibili. E per essi AGEA ha provveduto a notificare le relative cartelle tramite l'Agenzia delle Entrate, che si appresta altresì a procedere con le azioni esecutive, mentre 459 milioni non risultano ad oggi esigibili a causa del protrarsi dei contenziosi.

Ogni anno, dal 1995 al 2009, l'Italia ha superato la quota nazionale di produzione di latte e lo Stato italiano si è sostituito agli allevatori responsabili versando alla Commissione gli importi delle multe dovuti per il periodo in questione, pari a 2,3 miliardi. Ma l'accordo con Bruxelles prevedeva anche che le somme dovute fossero restituite alle casse dell'erario dagli allevatori responsabili. Dopo l'apertura di una procedura di infrazione nel 2013, nel 2015 la Commissione stimava che, dell'importo complessivo restassero ancora da recuperare dai produttori 1,34 miliardi. Per questo ha deferito l'Italia alla Corte. Se l'Italia non dovesse uniformarsi alle indicazioni della sentenza arrivata oggi, recuperando le somme dai responsabili degli sforamenti, si esporrebbe ad una nuova causa da parte della Commissione. In caso di una seconda sentenza per inadempimento, il nostro Paese dovrebbe pagare penali.


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