Pubblicato il corredo genetico del grano duro

Pubblicato il corredo genetico del grano duro

È apparsa sulla rivista Nature Genetics la sequenza completa dei 14 cromosomi della varietà di frumento duro "Svevo"

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09

Aprile
2019

Un consorzio internazionale composto di oltre 60 autori di 7 diversi Paesi coordinati da Luigi Cattivelli del CREA, insieme a un team internazionale costituito da Curtis Pozniak dell’Università di Saskatchewan (Canada), Aldo Ceriotti e Luciano Milanesi del CNR, Roberto Tuberosa dell’Università di Bologna e Klaus Mayer dell’Helmholtz Zentrum München (Germania), ha pubblicato ieri sulla rivista scientifica Nature Genetics la sequenza dei 14 cromosomi del frumento duro "Svevo".

Il genoma contiene 66.000 geni e la sua analisi ha identificato decine di migliaia di marcatori molecolari che potranno essere utilizzati per la selezione di varietà migliorate, e per l’identificazione e la tutela delle diverse tipologie di frumento attraverso tecniche di tracciabilità molecolare.

“Il rilascio della sequenza del genoma apre prospettive totalmente nuove per la filiera del frumento duro. Consente di identificare geni di grande rilevanza pratica  - ha affermato Luigi Cattivelli, direttore del CREA Genomica e Bioinformatica -  come quelli responsabili della resistenza alle malattie o dell’adattamento alle nuove condizioni climatiche e fornisce il background necessario per una tracciabilità molecolare avanzata di tutte le tipologie di frumento duro e farro.”

Nel corso del lavoro, le conoscenze sul genoma sono state utilizzate per comprendere il processo evolutivo che ha portato dal farro selvatico (il progenitore del farro coltivato) al moderno frumento duro e per isolare un nuovo gene capace di limitare l’accumulo di cadmio nei semi, un chiaro esempio di come lo studio dei genomi consente la scoperta di fattori che aumentano ulteriormente la salubrità e la qualità del frumento duro e della pasta.

“La disponibilità della sequenza genomica facilita l’identificazione dei geni che regolano la risposta adattativa della pianta alla siccità e la capacità di assorbire acqua e fertilizzanti - ha precisato Roberto Tuberosa dell’Università di Bologna - consentendo quindi l’utilizzo della selezione assistita con marcatori per costituire in tempi brevi nuove cultivar più resilienti alle avversità climatiche e più ecocompatibili.”

Tutti i risultati delle annotazioni del genoma sono consultabili sul sito CNR Interomics e nella banca dati scientifica GrainGenes.

"Durum wheat genome highlights past domestication signatures and future improvement targets


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