Prosecco: parte la sperimentazione con Glera resistente

Prosecco: parte la sperimentazione con Glera resistente

Selezionate 7.000 piantine naturalmente refrattarie a peronospora, oidio e botrite

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione del sito.
Se navighi su foodandtec.com, acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Consulta le Modalità di trattamento dei dati personali

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

10

Gennaio
2019

Prosecco sostenibile: produrre uno dei vini più conosciuti al mondo eliminando i trattamenti chimici. In quest'ottica partono le sperimentazioni con 7.000 piantine di Glera resistente, cioè refrattarie in modo naturale a malattie come la peronospora e lo oidio. Ne dà notizia la Confagricoltura di Treviso, spiegando che l'iniziativa deriva da un progetto iniziato un anno e mezzo fa con il CREA - VE Centro di ricerca, viticoltura ed enologia, e il coinvolgimento 17 tra le maggiori cantine delle terre del Prosecco.

Sono proprio Riccardo Velasco, direttore del CREA - VE e la ricercatrice Barbara De Nardi a spiegare il percorso fatto: "nella seconda metà del 2017 la varietà Glera è stata incrociata con tre diversi parentali resistenti di ultima generazione, portatori di una o due fonti di resistenza a peronospera e oidio. I parentali sono stati scelti anche per le caratteristiche enologiche interessanti, vale a dire la buona acidità, l’aromaticità e la dimostrata attitudine alla spumantizzazione. Dai grappoli incrociati giunti a maturazione sono stati estratti circa 5 mila vinaccioli. Di questi 3.800 sono germinati e al primo rinvaso sono state ottenute 2.900 piante da seme. Nel maggio 2018 sono stati operati nuovi incroci usando parentali diversi, con resistenze a peronospera, iodio e botrite. Sono stati ottenuti 11 mila vinaccioli, da cui si stima germineranno circa 6-7 mila piantine".

Entro la fine di quest’inverno è prevista la conclusione dell’analisi molecolare degli incroci effettuati nel 2017. "Per la prossima primavera - ha spiegato la Barbara De Nardi - sono in programma nuovi incroci e reincroci e quindi, entro l’estate, la messa a dimora delle prime piantine ottenute. Negli anni successivi, non appena faranno i grappoli, procederemo alle prime analisi sensoriali sulle uve e alle vinificazioni su piccola scala. Saremo così in grado di capire se, oltre ad essere resistenti a peronospera e oidio, le piante abbiano anche un potenziale enologico in grado di produrre un Prosecco di qualità".

"Le nuove varietà resistenti alle principali malattie della vite, potranno ridurre le perdite produttive in modo sostenibile e diminuire i costi di gestione del vigneto. Il miglioramento genetico - ha concluso il presidente di Confagricoltura Veneto, Ludovico Giustiniani - è indispensabile per un settore come la viticoltura e il nostro progetto permetterà di arrivare a un Prosecco davvero biosostenibile, con l'utilizzo di minori trattamenti".

17 le cantine che partecipano al progetto: Adriano Adami, Abbazia di Busco, Biancavigna, Borgoluce, Col Vetoraz spumanti, Foss Marai, Fratelli Bortolin, Fratelli Mercante, Graziano Merotto, Luca Ricci, Le Colture, Le Contesse, Le Rive, Masottina, Marcello del Majno, Tenuta San Giorgio, Ruggeri & C.


Condividi su: