Prodezza Emilia Romagna: +4% l'export agroalimentare

Prodezza Emilia Romagna: +4% l'export agroalimentare

Il "made in ER" piace soprattutto in Germania, Francia e Usa. Pasta e salumi una spanna sopra tutti

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

05

Dicembre
2018

L'Emilia Romagna è la terza regione italiana, dopo Veneto e Lombardia, per commercio verso l'estero, la prima per le vendite di carni e salumi (copre il 37% del settore) e della pasta (21,3%). Può contare su quasi 60mila aziende agricole e oltre 4.800 aziende alimentari, 117mila posti di lavoro e un volume di export di 974 milioni di euro. Questi dati sono contenuti nel Focus Nomisma "Competitività e prospettive di sviluppo per l'agroalimentare italiano" presentato al convegno Food Valley, promosso da Confagricoltura al parco Fico Eataly World di Bologna.

La buona notizia è che il business agroalimentare all'estero per l'Emilia Romagna continua a crescere: +4% nei primi sei mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Si consolida la presenza dei prodotti emiliano-romagnoli sui mercati più vicini, in particolare in Germania (275 milioni, +15,7%) e Francia (87 milioni, +13%). Il balzo maggiore spetta agli Stati Uniti, dove si registra un +49%. Va forte il food&beverage anche in Germania, con quasi 910 milioni di prodotti venduti, e in Francia (790 milioni), anche se a spiccare su tutti è il +22% della Cina. Una crescita, ha spiegato Denis Pantini, direttore di Nomisma Agroalimentare, "legata a diversi fattori, tra cui l'aumento delle imprese che esportano e la conquista di nuovi mercati, nella cui scelta, alla luce del posizionamento di prezzo dei nostri prodotti, occorre valutare la crescita dei redditi più che l'aumento della popolazione".

Al convegno ha partecipato anche il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Franco Manzato che ha rimarcato l'esigenza di "valorizzare l'intera filiera puntando sull'aggregazione tra le diverse realtà imprenditoriali per rafforzare la presenza sui mercati esteri e conquistarne di nuovi". E infatti il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha ricordato i finanziamenti per progetti in filiera di 135 milioni per i prossimi anni, oltre "alle azioni per favorire l'internazionalizzazione, grazie alle missioni istituzionali in USA, Cina e Canada, tre dei Paesi indicati da Nomisma in cui è possibile il maggior aumento dell'export".

Pantini ha fatto notare che, a livello nazionale , "le potenzialità di crescita del made in Italy all'estero sono ancora rilevanti, soprattutto se si riesce ad allargare la base degli esportatori, pari ad appena il 15% delle imprese alimentari italiane”.

Il Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha chiesto al Governo "di dar vita a un piano strategico per l'agroalimentare made in Italy, che punti ad aumentare la competitività delle imprese attraverso infrastrutture più efficienti, investimenti in ricerca e innovazione, digitalizzazione, rilancio dei rapporti interprofessionali e accordi commerciali che consentano di crescere sui mercati esteri."


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