Pratiche commerciali sleali, l'UE ha raggiunto l'accordo

Pratiche commerciali sleali, l'UE ha raggiunto l'accordo

Paolo De Castro annuncia: "Il 100% degli agricoltori e il 98-99% delle aziende europee saranno tutelate da pratiche inique e inaccettabili"

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

21

Dicembre
2018

"Dopo 10 anni di battaglie, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione europea hanno raggiunto un accordo per mettere al bando le pratiche commerciali sleali nella catena agroalimentare". Lo ha annunciato, al termine del trilogo, il negoziatore capo per il Parlamento, l'eurodeputato Paolo De Castro, precisando che ''ora saranno tutelati il 100% degli agricoltori europei e il 98 dell'agri-food. È stata infatti portata da 50 a 350 milioni di euro la soglia minima di fatturato delle aziende agricole e delle imprese agroalimentari entro la quale sarà applicata in tutti gli Stati membri la nuova direttiva europea contro le pratiche commerciali inique e immorali''.

Il compromesso istituzionale raggiunto sulla messa al bando delle pratiche commerciali sleali nell'agroalimetare sarà validato nelle prossime settimane dall'Assemblea plenaria e dal Consiglio dei ministri dell'UE.
Il via libera arriverà prima della fine dell'attuale legislatura europea, il prossimo maggio.

Le lunghe e complesse trattative istituzionali per difendere i diritti dei fornitori di prodotti agroalimentari alla grande distribuzione, hanno quindi permesso di moltiplicare per sette (rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea) la soglia minima entro la quale agricoltori e l'industria europea potranno essere tutelati dalla nuova direttiva. Questa soglia minima potrà comunque essere alzata a livello nazionale.

Altro importante risultato, il fatto di avere raddoppiato il numero di pratiche sleali coperte inizialmente dalla proposta dell'Esecutivo UE; i singoli Governi potranno ulteriormente estenderla.

La nuova normativa europea coprirà i prodotti agricoli e alimentari messi in commercio nella filiera alimentare, vietando per la prima volta fino a 16 pratiche commerciali sleali imposte unilateralmente da un partner commerciale ad un altro. Altre pratiche saranno consentite solo sulla base di un accordo in anticipo, chiaro e inequivocabile tra le parti coinvolte.
"L'intesa raggiunta - conferma l'Esecutivo in una nota - 'si applica a chiunque sia coinvolto nella catena di alimentare con un fatturato fino a 350 milioni di euro, con livelli differenziati di protezione forniti al di sotto di questa soglia. Le nuove regole riguarderanno rivenditori, industrie alimentari, grossisti, cooperative o organizzazioni di produttori, o un singolo produttore, coinvolti in una qualsiasi delle pratiche commerciali sleali individuate".

Il rapporto tra i fornitori di prodotti agroalimentari con gli aquirenti della distribuzione viene rafforzato con l'obbligo di stilare contratti scritti tra le parti. In caso di mancato rispetto dei diritti è prevista la denuncia da parte del singolo o dell'associazione di produttori nel pieno anonimato.
Sono messe al bando pratiche come la cancellazione last minute degli ordini, i ritardi nei pagamenti ai fornitori, le modifiche unilaterali dei contratti, i mancati pagamenti ai fornitori per la merce invenduta.
La normativa europea sarà estesa agli acquirenti di prodotti agroalimentari UE situati nei Paesi terzi, per evitare triangolazioni di centrali distributive che hanno sede legale in Stati extra-UE.

Tali regole saranno applicate ai prodotti alimentari e a tutti quelli agricoli, compresi il florovivaismo, la mangimistica, il tabacco e il cotone, quest'ultimi inizialmente esclusi.

L'accordo, che dopo anni di tentativi falliti, è stato raggiunto dopo appena otto mesi di negoziati a partire dalla presentazione della proposta da parte della Commissione europea, prevede anche una clausola di revisione fissata a quattro anni.

Questa intesa "apre la strada ad una normativa che per la prima volta nell'Unione fornisce una protezione significativa a tutti gli agricoltori, le loro organizzazioni e le piccole e medie imprese, dagli operatori più grandi che agiscono ingiustamente e fuori dalle regole", ha affermato il commissario all'agricoltura Phil Hogan.


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