Più frutta nelle bibite: è in Gazzetta Ufficiale

Più frutta nelle bibite: è in Gazzetta Ufficiale

Stop all'aranciata senza arance: c'è l'assenso dell'UE all'innalzamento della percentuale di frutta dal 12 al 20% nelle bevande che nel nome richiamano la presenza del frutto

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

30

Maggio
2017

"Più frutta nelle bibite con lo storico via libera comunitario al provvedimento nazionale che innalza dal 12% al 20% il contenuto di succo d’arancia delle bevande analcoliche prodotte in Italia e vendute con il nome dell’arancia a succo o recanti denominazioni che a tale agrume si richiamino". Lo rende noto la Coldiretti nell’annunciare lo stop alle aranciate senza arance a seguito della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 24 maggio della Comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri con cui si rende noto che si è perfezionata positivamente la procedura di notifica alla Commissione Europea dell’articolo 17 della legge n. 161 del 2014.

L’innalzamento del contenuto di succo d’arancia modifica una norma del 1958 e mira, in primo luogo, a tutelare la salute dei consumatori adeguandosi ad un contesto programmatico europeo che tende a promuovere una alimentazione più sana e a diffondere corretti stili alimentari. "In tale ambito - afferma Coldiretti - alcuni studi hanno posto in evidenza che una bevanda con il 20% di succo di arancia aiuta a soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina C raccomandato dalle diverse accademie scientifiche e la sua assunzione veicola un variegato mix di sostanze fitochimiche che possono incidere positivamente sulle difese del sistema immunitario".

Con la nuova norma si contribuisce a offrire il giusto riconoscimento alle bevande di maggior qualità riducendo l’utilizzo di aromi artificiali e soprattutto di zucchero la cui elevata concentrazione potrebbe essere utilizzata per sopperire alla minore qualità dei prodotti.

Secondo Coldiretti, un altro aspetto di estrema rilevanza è l'impatto economico sulle imprese agricole poiché "l'aumento della percentuale di frutta nelle bibite potrebbe salvare oltre diecimila ettari di agrumeti italiani con una estensione equivalente a circa ventimila campi da calcio, situati soprattutto in regioni come la Sicilia e la Calabria. L’innalzamento della percentuale del contenuto minimo di frutta al 20% corrisponde all’utilizzo di 200 milioni di chili in più di arance all’anno con effetti anche dal punto di vista paesaggistico in una situazione in cui una pianta di arance su tre (31%) è scomparsa in Italia negli ultimi quindici anni".

Il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ha sottolineato che “con la pubblicazione in Gazzetta inizia un percorso di adeguamento, che alcune importanti aziende produttrici hanno già intrapreso, che dovrà concludersi obbligatoriamente per tutti entro il 6 marzo 2018. Il prossimo passo verso la trasparenza è quello di rendere obbligatoria l’indicazione di origine in etichetta della frutta utilizzata nelle bevande per impedire di spacciare succhi concentrati importati da Paesi lontani come made in Italy".


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