Più arance nelle aranciate

Più arance nelle aranciate

Sale dal 12 al 20% la percentuale di frutta nella bevanda. L'obbligo è scattato dopo 12 mesi dal perfezionamento della procedura di notifica alla Commissione Europea del provvedimento in materia. Si riduce così l'utilizzo di aromi artificiali e zuccheri

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06

Marzo
2018

Entra in vigore il provvedimento nazionale che innalza dal 12% al 20% il contenuto di succo d’arancia delle bevande analcoliche prodotte in Italia e vendute con il nome dell’arancia a succo o recanti denominazioni che a tale agrume si richiamino. Si applicano così le disposizioni contenute nella legge 161 del 30 ottobre 2014 che scattano dal 6 marzo trascorsi dodici mesi dal perfezionamento della procedura di notifica alla Commissione Europea del provvedimento in materia di bevande a base di succhi di frutta come richiamato dal comunicato della Presidenza del Consiglio del 24/5/2017.

L’innalzamento del contenuto di succo d’arancia modifica dopo 60 anni una norma del 1958 e mira a tutelare la salute dei consumatori adeguandosi ad un contesto programmatico europeo che tende a promuovere una alimentazione più sana. Inoltre si promuovono le bevande di maggior qualità riducendo l’utilizzo di aromi artificiali e soprattutto di zucchero la cui elevata concentrazione potrebbe essere utilizzata per sopperire alla minore qualità dei prodotti.

La norma prevede che le bevande prodotte anteriormente alla data di inizio dell’efficacia delle disposizioni possano essere commercializzate fino ad esaurimento delle scorte.


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