Piemonte: carni

Piemonte: carni "fresche" al bisolfito di sodio

Intervengono i NAS di Torino che hanno controllato 60 macellerie e riscontrato gravi irregolarità nel 30% dei casi. Sottoposti a sequestro circa 568 kg. di carne e 3 macellerie

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08

Agosto
2019

La carne piemontese servita dal macellaio di fiducia. Binomio apparentemente perfetto per chi voglia gustare questo tipo di alimento. Ma i Carabinieri dei NAS ci hanno voluto mettere il naso e hanno eseguito controlli mirati proprio nell’ambito della produzione, conservazione e vendita delle carni piemontesi.

In particolare, sono state ispezionate circa dieci macellerie constatando, a seguito di campionamento, che il 50% delle stesse aveva trattato indebitamente le carni poste in vendita con bisolfito di sodio al fine di mantenerne fittiziamente un aspetto fresco e attraente per la clientela.
"Sono stati quindi eseguiti ulteriori controlli - fanno sapere in una nota i NAS - con il supporto dell’ASL Città di Torino S.C Veterinaria B e dell’IZS, nei confronti di circa 60 macellerie della provincia di Torino, i cui esiti consentivano di accertare che 16 macellerie, pari a circa il 30% del totale, avevano effettivamente trattato le carni con tale sostanza".

Il bisolfito di sodio (E222) viene utilizzato come additivo alimentare: nei vini come conservante, nei succhi di frutta e nelle conserve di frutta come antiossidante e per impedire la proliferazione di microbi. Nei soggetti che presentano allergia ai solfiti, il bisolfito di sodio può provocare una reazione allergica che può culminare con la morte. L'uso come additivo nella carne fresca è vietato. 

Nel complesso, l'operazione dei NAS piemontesi ha portato al sequestro di circa 568 kg. di carne e di tre macellerie, per un valore complessivo di circa 700.000 euro. Quattro sono le persone deferite all'Autorità giudiziaria per frode in commercio poiché ritenute responsabili del reato di cui all’art. 516 C.P "Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine".


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