Pernigotti, per ora nulla di fatto

Pernigotti, per ora nulla di fatto

Le parti si incontreranno nuovamente al MiSE il prossimo 5 febbraio per dare tempo all'advisor di trovare un acquirente del sito produttivo. La proprietà turca non è disponibile a vendere il marchio

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09

Gennaio
2019

Si è svolto ieri al Ministero per la Sviluppo economico l'incontro fra la proprietà e le rappresentanze sindacali della Pernigotti alla presenza del Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial e di Sernet, l'advisor incaricato d’individuare una soluzione per la reindustrializzazione dell’impianto.
Con una nota, il MiSE afferma che "pur avendo ricevuto l'incarico pochi giorni prima delle festività natalizie, la Sernet ha illustrato le opzioni attualmente allo studio e i potenziali interessamenti. Le interlocuzioni stanno procedendo al fine di trovare una soluzione per la reindustrializzazione. Le parti hanno congiuntamente concordato di aggiornare l’incontro al prossimo 5 febbraio, al fine di consentire all’advisor di proseguire nelle attività di ricerca e di verifica delle proposte."

Insomma tutto rimandato con la speranza che in un mese si trovi un acquirente evitando così la chiusura e il licenziamento dei dipendenti. "L'azienda - si legge in una nota - ha ribadito nuovamente il proprio impegno a limitare quanto più possibile l'impatto sociale e a ricercare, in Italia, concrete possibilità di reindustrializzazione del sito di Novi Ligure attraverso il supporto dell'advisor nominato lo scorso dicembre".

I rappresentanti sindacali non sono soddisfatti: Mauro Macchiesi, segretario nazionale Flai Cgil ha sostenuto che durante l'incontro al MiSE "i rappresentanti dell'azienda hanno continuato a tenere un atteggiamento di chiusura su qualsiasi ipotesi di vendita del marchio, in spregio alle posizioni del governo, delle organizzazioni sindacali, delle istituzioni locali e soprattutto dei lavoratori di Pernigotti di Novi Ligure, proponendo contratti di fornitura a terzi e la vendita dei macchinari dello stabilimento senza nessun patto sociale di accompagno con ammortizzatori sociali."

Gianna Pentenero, Assessore al Lavoro della Regione Piemonte, ha espresso la frustrazione delle istituzioni: “L'esito della riunione non è quello sperato, anche perché la proprietà ha continuato a chiudere all'ipotesi di cessione del marchio. Mi auguro che l'azienda riveda la propria posizione e che il metodo di lavoro tracciato possa consentire di garantire la continuità produttiva dello storico impianto di Novi e la tutela dei posti di lavoro."


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