Per il Chianti sarà

Per il Chianti sarà "un anno bellissimo"

Questa la previsione del Consorzio dopo un 2018 negativo con una perdita della produzione del 40% causa siccità. Il recupero vendemmiale e le prospettive export fanno prevedere un 2019 in grande ripresa

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11

Febbraio
2019

"Il 2019 lo affrontiamo con buone speranze e nel primo mese dell'anno abbiamo registrato una crescita del 7% delle vendite. Stiamo partendo alla grande, i nostri sforzi commerciali continuano in Asia e quest'anno torniamo in Giappone perché da poche settimane c'è stato un abbassamento dei dazi e questo porterà nuove vendite. Andremo poi in Vietnam che è un Paese che sta crescendo". Lo ha detto il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi, a margine di Chianti Lovers, anteprima delle nuove annate a breve in commercio, in corso alla Fortezza da Basso di Firenze.

A causa della vendemmia 2017, eccezionalmente scarsa a causa del clima siccitoso, "abbiamo perso il 40% della produzione - ha osservato Busi -. È stata un'annata da dimenticare, nel 2018 abbiamo recuperato parte delle perdite ma non siamo ancora arrivati alla produzione piena perché alla vendemmia dell'anno scorso è mancato ancora un 10%. Il 2018 lo abbiamo chiuso con un -3% di imbottigliato, su mercati di interesse come la Germania le perdite sono state più importanti, a doppia cifra, ma abbiamo recuperato grazie alle piazze emergenti come Asia o Sudamerica".

Giovanni Busi ha parlato anche dei vitigni resistenti spiegando che "dobbiamo poterli provare così da sapere se vanno bene per i nostri vini. E non basta un solo vitigno sperimentale in un solo luogo. La Regione deve dare velocemente l'autorizzazione per sperimentare questi vitigni e il MiPAAFT deve permetterci di inserirli anche nelle denominazioni perché oggi non sono autorizzati. La sperimentazione in campagna è lunghissima ed è inutile bloccare lo sviluppo."


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