Pastori, in Sardegna continua la protesta

Pastori, in Sardegna continua la protesta

Troppo basso il prezzo del latte pagato alla stalla. I pastori contestano versandolo nelle strade, davanti agli stabilimenti di produzione, nel centro delle città. Prossima tappa, l'aeroporto. Ma anche l'industria dichiara la crisi

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione del sito.
Se navighi su foodandtec.com, acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Consulta le Modalità di trattamento dei dati personali

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

11

Febbraio
2019

Anche oggi centinaia di allevatori sono scesi in strada e davanti ai caseifici per protestare contro il prezzo del latte di pecora venduto agli industriali ad un prezzo ritenuto troppo basso.

Secondo gli allevatori "il costo di vendita non copre le spese di produzione" e le aziende sono "alla fame con almeno 12mila allevamenti di pecore a rischio." La richiesta è di "1 euro al litro e un ancoraggio al prezzo del pecorino con una soglia minima di tutela". Oggi l'industria paga alla stalla 60 centesimi litro.

La Coldiretti ha affermato che "le remunerazioni offerte non sono solo indegne e offensive per i pastori ma anche illegali perché le norme sulla concorrenza vietano qualsiasi comportamento del contraente che, abusando della propria maggior forza commerciale, imponga condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, ivi comprese, ad esempio qualsiasi patto che preveda prezzi particolarmente iniqui o palesemente al di sotto dei costi di produzione. (Art.62 della legge 1 del 2012."

Oggi, nel nord Sardegna i pastori si sono radunati a pochi chilometri dall'aeroporto di Fertilia. Qui portano avanti la protesta con il blocco di uno dei punti nevralgici nella circolazione del nord ovest. Manifestazioni di protesta anche a Marrubiu, nell'Oristanese, e a Capoterra, in provincia di Cagliari. Anche gli studenti solidarizzano con i pastori sardi: questa mattina a Oristano, nella centrale Piazza Roma, un gruppo di giovani dell'Istituto Agrario si è unito agli allevatori compiendo il gesto simbolo della protesta, il versamento dei bidoni del latte per terra. Sempre in provincia di Oristano si registrano proteste davanti all'azienda Cao Formaggi, a Fenosu, con un presidio dei manifestanti, e un blocco stradale sulla provinciale per Siamanna, all'altezza della rotatoria, con decine di litri di latte versati sulla carreggiata.

La mancata soluzione in tempi brevi del problema causerà il "blocco della Sardegna - dice il coordinamento dei pastori - il 24 febbraio, giorno delle votazioni. Non entrerà nessuno a votare: non è che non andiamo a votare, non voterà nessuno, blocchiamo la democrazia, ognuno si assuma le proprie responsabilità".

Il Presidente del Consiglio Conte, il ministro per le Politiche agricole Centinaio e il ministro per il Sud Lezzi sono oggi in Sardegna per incontrare i pastori. In agenda anche il tavolo presso il Palazzo Viceregio in Prefettura, dove viene presentato il programma di sviluppo del territorio che sarà attuato attraverso un CIS (Contratto istituzionale di sviluppo). All'incontro partecipano i sindaci dei Comuni del territorio e i rappresentanti regionali e provinciali delle associazioni di categoria del comparto economico.

La protesta era arrivata fino al caseificio Pinna di Thiesi (Sassari), una delle più grandi industrie del settore caseario sardo. Centinaia di pastori hanno manifestato davanti allo stabilimento e agli uffici dell'azienda, sversando il latte contro i muri perimetrali e le vetrate, sfondate da alcuni contestatori  Poco prima i pastori avevano bloccato una cisterna lungo la strada, a poche centinaia di metri dal caseificio, sversando sull'asfalto 30mila litri di latte. Sul posto polizia e carabinieri in assetto antisommossa.

Cosa dice l'industria

Proprio oggi Assolatte ha denunciato la situazione di crisi anche per il segmento della filiera ovi-caprina che si occupa della trasformazione: ''la situazione - sottolinea in una nota l'Associazione Italiana Lattiero Casearia - è davvero preoccupante: momenti difficilissimi, dovuti ad una serie di cause concomitanti. Durante la campagna 2017/2018, la produzione di latte di pecora ha avuto un notevole incremento (10-15%). Lo stesso ha fatto quella di Pecorino Romano, principale destinazione del latte sardo, aumentata del 24%. Mentre i consumi interni diminuiscono, anche le esportazioni, motore del settore, sono andate a picco (-33%), soprattutto quelle verso il mercato nord americano, dove il calo dell'export ha raggiunto il 44%''.

"Il settore è in crisi - lamenta Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte che chiede di - ritirare una parte di prodotto dal mercato, trovare risorse per gli allevatori e dare alle imprese più strumenti."


Condividi su: