Pasta e riso: indicazione origine in etichetta

Pasta e riso: indicazione origine in etichetta

A 180 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, entra in vigore a tutti gli effetti l'obbligo di specificare in modo chiaro i luoghi di coltivazione del grano e del riso

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13

Febbraio
2018

In attesa che i prossimi 16 aprile e 11 giugno si svolgano le due discussioni dell'esecutivo UE dedicate al Regolamento sull'indicazione dell'origine delle materie prime in etichetta a livello europeo, nel nostro Paese il 16 e il 17 febbraio scattano gli obblighi per il riso e per la pasta. La Pubblicazione in Gazzetta evvenuta a metà agosto ha consentito alle aziende di adeguarsi al nuovo sistema e smaltire le etichette e le confezioni già prodotte.
I decreti interministeriali (MiPAAF e MiSE) che consentono ai consumatori di conoscere il luogo di coltivazione del grano e del riso, avviano una sperimentazione per due anni, come prescritto per latte e derivati. 

"L'iniziativa italiana - afferma il Ministro delle Politiche Agricole Martina - ha ottenuto anche un risultato politico importante: dopo 4 anni la Commissione Ue ha presentato una prima bozza di regolamento attuativo della norma sull'etichettatura. Un passo avanti che va migliorato, a partire dall'indicazione obbligatoria e non facoltativa dell'origine delle materie prime. Stiamo lavorando per una proposta che trovi il supporto della nostra filiera e di altri Paesi europei a partire dalla Francia. Se non cambierà la proposta siamo pronti a dare voto negativo nel comitato che è chiamato ad esprimersi a Bruxelles".

Cosa cambia

Grano/pasta
Il decreto grano/pasta prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia devono avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:
a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato
b) Paese di molitura: nome del Paese in cui il grano è stato macinato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE
c) se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l'Italia, si potrà usare la dicitura: "Italia e altri Paesi UE e/o non UE".

Riso
Il provvedimento prevede che sull'etichetta del riso devono essere indicati:
a) "Paese di coltivazione del riso"
b) "Paese di lavorazione"
c) "Paese di confezionamento".

Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese è possibile utilizzare la dicitura "Origine del riso: Italia".
Anche per il riso, se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi non UE, Paesi UE e non UE.

Visibilità in etichetta
Le indicazioni sull'origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili e indelebili.

I decreti restano in vigore fino alla piena attuazione dell'articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011 che prevede i casi in cui debba essere indicato il Paese d'origine o il luogo di provenienza dell'ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l'applicazione all'adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, che ad oggi non sono stati ancora emanati. 


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