Parte la vendemmia. Uva -15%

Parte la vendemmia. Uva -15%

Coldiretti prevede una raccolta in calo, ma di qualità buona-ottima. A causa del clima, questa è l'annata più precoce del decennio. Intanto l'export dei vini italiani continua ad aumentare

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04

Agosto
2017

Con l’inizio della vendemmia l’Italia festeggia il record storico delle esportazioni di vino che fanno registrare un aumento del 4,7% rispetto allo scorso anno quando avevano raggiunto su base annuale i 5,6 miliardi di euro, la prima voce dell’export agroalimentare nazionale. Lo dice un'analisi della Coldiretti su dati Istat relativi al primo quadrimestre 2017 presentata in occasione del distacco del primo grappolo di uva nell’azienda agricola Faccoli a Coccaglio, nella provincia di Brescia in Franciacorta che, come tradizione, inaugura l’inizio della raccolta lungo la Penisola con la vendemmia delle uve Chardonnay per la produzione di spumanti, le prime ad essere raccolte.

Si tratta di un'ottima premessa alla vendemmia 2017 che interessa 650mila ettari di vigne, dei quali ben 480mila DOCG, DOC e IGT e oltre 200mila aziende vitivinicole. In Italia si prevede che la produzione sarà destinata per oltre il 40% ai 332 vini a denominazione di origine controllata e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita, il 30% ai 118 vini a indicazione geografica tipica riconosciuti in Italia, e il restante 30% a vini da tavola.
Molto dipenderà dai mesi di agosto e settembre, ma le condizioni attuali fanno ben sperare per una annata di buona/ottima qualità. Lo stato fitosanitario si presenta complessivamente buono, il clima asciutto non ha favorito lo sviluppo di fitopatie e la gradazione zuccherina sarà in media più elevata.

Dal punto di vista quantitativo l'Italia conquisterà quest'anno il primato produttivo rispetto alla Francia dove le prime stime per il 2017 danno una produzione in forte calo sul 2016, per un totale stimato attualmente tra i 36-37 milioni di ettolitri a causa delle gelate tardive. E non va meglio neanche in Spagna dove a ridurre la produzione oltre ad alcune zone colpite dalle gelate tardive è la siccità che sta mettendo a dura prova i viticoltori.


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