PAC inadeguata, ci vuole una Politica Alimentare Comune

PAC inadeguata, ci vuole una Politica Alimentare Comune

Lo sostiene il gruppo di esperti IPES-FOOD: per garantire produzioni sostenibili, tutelare la biodiversità, affrontare il problema dell'obesità è necessaria una strategia comunitaria per tutta la filiera

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

07

Febbraio
2019

Le politiche europee che riguardano gli alimenti vanno riformate per rispondere ai problemi derivanti dal cambiamento climatico, frenare la perdita di biodiversità, far calare il tasso di obesità e rendere la produzione agricola sostenibile. Questa tesi, condivisibile e quasi ovvia, è sostenuta dai membri dell'International Panel of Experts on Sustainable Food Systems (IPES-FOOD), nel rapporto Towards a Common Food Policy for the EU, presentato al Comitato Economico e Sociale dell'Unione europea.

Il sottotitolo è assai esplicativo: Le riforme politiche e gli aggiustamenti necessari alla creazione di sistemi alimentari sostenibili in Europa. Il documento è il risultato di tre anni di ricerca che ha coinvolto oltre 400 agricoltori, imprenditori del settore alimentare, scienziati, società civile e politici.

L'auspicata creazione di una Politica Alimentare Comune per l’Unione europea significherebbe una nuova direzione politica per l’intero sistema alimentare, che riunisca le politiche settoriali nell’ambito della produzione, trasformazione, distribuzione e consumo canalizzando tutte le azioni verso un obiettivo di "transizione sostenibile".

Il rapporto evidenzia quanto gli obiettivi delle politiche esistenti siano contraddittori. Propone una nuova governance dei sistemi alimentari nonché delle riforme politiche per mettere in atto una transizione del sistema alimentare.

Le riforme individuate sono raggruppate in cinque obiettivi chiave che mirano al breve, medio e lungo termine, e che sono l’esito di una nuova modalità di elaborazione delle politiche. Le riforme più ambiziose sarebbero rese attuabili grazie al recupero del processo decisionale che adesso è nelle mani delle grandi lobby, facendo intervenire nuovi attori, elaborando le politiche in modo più democratico e dando spazio a nuove coalizioni d’interessi. In poche parole, una politica alimentare comune potrebbe ottenere risultati che la Politica Agricola Comune (PAC) non ha raggiunto.

Questi i cinque obiettivi:

  • Garantire l’accesso all’acqua, ai terreni e a suoli sani
  • Ricostruire agroecosistemi sani e resistenti ai cambiamenti climatici
  • Promuovere un’alimentazione sana, sostenibile e sufficiente per tutti
  • Costruire catene di approvviggionamento piu eque, corte e pulite
  • Mettere il commercio al servizio dello sviluppo sostenibile.

Il rapporto fa riferimento anche a risultati ottenuti da importanti valutazioni scientifiche sviluppate attraverso un processo multilaterale, ad analisi più recenti degli organi scientifici interni all’Unione Europea, nonché a proposte di riforme già approvate dal Parlamento Europeo, dal Comitato Economico e Sociale, dal Comitato delle Regioni. "Una politica alimentare comune può innescare una transizione completa verso sistemi alimentari sostenibili in un modo che la PAC, come politica agricola comune, non può assicurare", ha dichiarato l'autore principale Olivier De Schutter, già relatore ONU per il diritto al cibo dal 2008 al 2014.

Towards a Common Food Policy for the EU


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