Omega 3, non è vero che fanno bene al cuore

Omega 3, non è vero che fanno bene al cuore

Un recente studio ha dimostrato che questa categoria di acidi grassi essenziali non svolgono nessuna azione preventiva sul rischio cardiovascolare

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05

Febbraio
2018

Niente da fare, i grassi omega 3 (quelli ad esempio abbondanti nei legumi, nelle noci, nell'olio di soia e nei pesci come salmone, tonno e pesce azzurro) non hanno alcuna funzione protettiva per il cuore come sembravano suggerire alcune ricerche passate: la loro assunzione non riduce né il rischio di morte per eventi cardiovascolari, né il rischio di andare incontro a uno di questi eventi anche se dall'esito non fatale.
    Lo sentenzia un'ampia revisione (meta-analisi) di studi precedentemente pubblicati sull'argomento. Lo studio intitolato Associations of Omega-3 Fatty Acid Supplement Use With Cardiovascular Disease Risks, apparso sulla rivista JAMA Cardiology, esclude quindi un effetto protettivo per queste sostanze e conclude che non vi sono dati a supporto dell'utilità di assumere tali integratori per il cuore.
Lo studio è stato condotto da Robert Clarke, epidemiologo presso la University of Oxford.

L'analisi ha considerato un totale di 77.917 persone con problemi cardiovascolari o ad alto rischio di soffrirne, il 61% maschi, di età media 64 anni. Gli studi analizzati sono durati in media 4,4 anni e la dose di omega-3 considerata in ciascun lavoro va da un minimo di 226 a un massimo di 1.800 milligrammi al giorno. In nessun modo i dati di questi studi riesaminati lasciano intravedere la possibilità di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari come l'infarto o di ridurre il rischio di morte per essi assumendo omega-3.
    L'associazione statunitense American Heart Association, fa notare Clarke, raccomanda l'uso di integratori di omega-3 a pazienti con malattia delle coronarie ma alla luce di questa analisi non vi sono dati a supporto di questa raccomandazione, conclude.


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