Olio: nel mondo se ne consuma poco

Olio: nel mondo se ne consuma poco

I dati del Consiglio Oleicolo Internazionale dimostrano che a livello internazionale il consumo di olio d'oliva occupa una piccola porzione tra i grassi da condimento: il 4%

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13

Dicembre
2017

Secondo i dati del COI, il Consiglio Oleicolo Internazionale, tra i grassi da condimento il consumo mondiale di olio d'oliva è fermo al 4%; lo stesso COI stima tuttavia un incremento dei consumi globali pari al 5% per il prossimo anno. "Stiamo rischiando la retrocessione - ha commentato Angelo Cremonini, presidente del gruppo olio d'oliva di Assitol - perché il mercato oggi assiste all'avanzare di nuovi protagonisti. Dobbiamo perciò recuperare il tempo perduto. Va riconquistata la fiducia dei consumatori, italiani e stranieri, con un'azione dell'intera filiera e il sostegno delle istituzioni".

In Italia, stando ancora agli ultimi dati del Consiglio oleicolo Internazionale, si è registrato un calo del 14%, in linea con la tendenza dell'Unione Europea, pari a -12%. Anche i dati Assitol sull'export, relativi ai primi otto mesi del 2017, delineano un rallentamento complessivo degli scambi commerciali con l'estero (-18,3%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare, perdono i Paesi UE (-19,3%) ma anche quelli extracomunitari (-16,3).

"Anche se ancora centrale sulle nostre tavole - ha concluso il presidente del gruppo olio d'oliva di Assitol Cremonini - l'olio d'oliva vive ancora pesantemente la crisi dei consumi. L'olio d'oliva è sì un prodotto globalizzato, ma anche banalizzato nel suo impiego quotidiano, trattato alla stregua di un condimento qualsiasi".

L'Italia è prima in Europa per le DOP e IGP dell'olio e il settore può snocciolare dati importanti: 350 cultivar, 1 milione di ettari coltivati a olivo, 900mila olivicoltori, 6.500 frantoi e 673 imprese di confezionamento che generano un fatturato complessivo di 3 miliardi di euro.


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